Sandri e Fontana costituiscono il gruppo del PD, Ottoz passa a Forza Italia e Caveri soddisfatto per il risultato dei referendum

I consiglieri regionali Giovanni Sandri e Carmela Fontana hanno hanno costituito ufficialmente il gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale. Sono stati gli stessi consiglieri a renderlo noto in apertura della...
Società

I consiglieri regionali Giovanni Sandri e Carmela Fontana hanno hanno costituito ufficialmente il gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale. Sono stati gli stessi consiglieri a renderlo noto in apertura della seduta del Consiglio questa mattina. “Il gruppo del Partito Democratico – ha spiegato in aula la consigliera Fontana – nasce come punto di riferimento per i cittadini che hanno aderito alle scorse primarie e si rivolge ad una nuova figura del cittadino elettore attivo“. Non hanno aderito al neo gruppo i consiglieri ex diessini Giulio Fiou e Piero Ferraris, che avevano in precedenza fondato il gruppo per il Partito Democratico Valle d’Aosta.
Tra le altre novità di questa mattina in seno al Consiglio regionale il passaggio al gruppo della Casa della Libertà da parte di Eddy Ottoz, eletto nella lista dell’Union Valdotaine come indipendente, e iscritto dal 25 luglio scorso al gruppo misto. Il gruppo della Casa della Libertà passa così da tre a quattro consiglieri: Dario Frassy, Massimo Lattanzi ed Enrico Tibaldi ed Eddy Ottoz. I motivi di tale scelta sono stati spiegati all’assemblea regionale dallo stesso Ottoz che ha evidenziato come con tale atto abbia voluto “contribuire al superamento dei pregiudizi che ancora bloccano la partecipazione di tutti con pari dignità al dialogo politico in Valle d’Aosta“.

Nelle comunicazioni in apertura di Consiglio, come già anticipato nei giorni scorsi, il presidente della Regione, Luciano Caveri, ha espresso il proprio parere rispetto al risultato dei referendum di domenica 18 novembre scorso, che non hanno raggiunto il quorum richiesto del 45%. “Con un colpo di spugna memorabile e senza appello i valdostani hanno cancellato un pericolo incombente non sul ?Palazzo?, come i referendari hanno cercato di far credere, bensì sulle regole democratiche che da 60 anni stanno a fondamento dell’autonomia e delle istituzioni valdostane“.
Caveri ha poi aggiunto che i referendum hanno manifestato la “volontà di delegittimare il Consiglio che aveva appena approvato a larghissima maggioranza le nuove norme elettorali“. “Sono stati delegittimati loro – ha evidenziato Caveri – e chi li ha seguiti in questa campagna piena di strumentalizzazioni, rozzezze, acrimonie, falsità“.

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