Si è aperto ufficialmente l’anno accademico 2009/2010 del corso di laurea in infermieristica

Al percorso universitario sono arrivati 28 nuovi studenti per un totale di 87 iscritti, in prevalenza donne. Una professione, quella di infermiere, che non conosce disoccupazione e che presenta diversi sbocchi occupazionali.
Inaugurazione corso Infermieri
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Ventotto nuovi iscritti per un totale di 87 studenti e 20 neo laureati che iniziano il loro percorso lavorativo nelle strutture ospedaliere o territoriali della Regione. Sono, in sintesi, i numeri del corso di laurea in infermieristica di Aosta, sede distaccata dell'Università degli studi di Torino, di cui questo pomeriggio, giovedì 10 dicembre presso la Pepinière di Aosta, si è inaugurato ufficialmente l'anno accademico 2009/2010. Numeri in crescita costante, ma "purtroppo ancora troppo bassi tenuto conto delle necessità assistenziali della Valle d'Aosta" ha voluto sottolineare Augusto Rollandin, presidente della Regione, intervenuto alla cerimonia.

I futuri infermieri provengono per lo più dal capoluogo regionale e dai comuni della cintura. Si iscrivono al corso di laurea dopo aver frequentato e concluso il liceo scientifico, l'ISIP e le magistrali e dimostrano di avere forti motivazione dal momento che il tasso di abbandono, che si attesta tra il 10 e il 27% a seconda degli anni, è inferiore a quello di altre realtà universitarie italiane.  

"Abbiamo notato un cambiamento anagrafico nei giovani che si iscrivono – ha spiegato Mary Stellino, coordinatrice corso di laurea – poiché l'età media si è abbassata molto passando dai 28 anni nel 1997/98 ai 20 anni di adesso. Gli studenti si avvicinano  molto giovani e, quindi, è nostro compito e nostra cura nostra accompagnarli con maggiore gradualità e con forte attenzione perché i temi della sofferenza e del dolore sono molto impegnativi".

Una solida preparazione tecnica e una buona capacità di relazione e di approccio umano con le persone sono le attitudini e le competenze richieste all'infermiere a cui viene attribuita una sempre maggiore responsabilità. "Questa professione è a centro di una grande trasformazione  – ha commentato Albert Lanièce, Assessore regionale alla Sanità, Salute e Politiche sociali –  perché fino a pochi anni fa l'infermiere era un mero esecutore ai servizi del medico. Oggi ha un ruolo più propositivo e una funzione più importante e più responsabilizzata".

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