Studenti valdostani in visita alla Cascina Caccia confiscata alla mafia

La visita rientrava nell'ambito del progetto "Percorso alla legalità". La Cascina fino al 1998 era di proprietà di Domenico Belfiore esponente dell'’ndrangheta e mandante dell’omicidio del magistrato Bruno Caccia, ucciso a Torino il 26 giugno del 1983.
Le classi in visita alla Cascina Caccia
Società

Gli studenti valdostani del Liceo Classico bilingue e dell'Isip hanno visitato la cascina Bruno e Carla Caccia nel comune di San Sebastiano da Po, in provincia di Torino. La visita, a cui hanno preso parte due classi, rientrava nell'ambito del progetto "Percorso alla legalità" organizzato in collaborazione con l'assessorato regionale all'Istruzione, il consiglio regionale, il comune di Aosta e la questura di Aosta, oltre che al Sap (Sindacato autonomo di Polizia).

La cascina fa parte dei 100 beni confiscati alla mafia e restituiti alla collettività: si tratta del più importante bene confiscato nel nord Italia. I ragazzi hanno visitato il salone della cascina, dove 26 anni fa, gli affiliati alla famiglia Belfiore uccisero il procuratore di Torino, Bruno Caccia.
Il 29 aprile un secondo gruppo di studenti valdostani ripeterà l'esperienza, mentre dal 15 al 17 maggio, nell'ambito del 1° Festival Artistico Culturale "Libera quanto basta per…" in programma presso la Cascina Caccia, saranno presentati alcuni elaborati delle classi che hanno aderito al progetto "Percorso della Legalità".

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