Per la prima volta tra il mondo delle cooperative sociali valdostane e l'amministrazione comunale di Aosta è muro contro muro. Alla base del conflitto la gestione dei servizi di assistenza domiciliare, strutture per anziani, centri diurni, assistenza domiciliare di quartiere. Dal 1° luglio 2009 e fino al 31 dicembre 2011 saranno affidati ad una cooperativa di fuori, la Pro.Ges di Parma. Negli ultimi 15 anni gli stessi servizi erano in mano al Consorzio Trait d'Union, che riunisce 18 cooperative sociali valdostane.
L'affidamento è frutto di una gara, a cui aveva partecipato anche lo stesso Consorzio Trait d'Union, risultato perdente "per soli cinque punti". L'esito dell'appalto, che ammonta a quasi 15 milioni di euro in due anni e mezzo, ha fatto infuriare le cooperative valdostane. "Così si cancellano d'un sol colpo 20 anni di collaborazione e di sviluppo del nostro territorio" hanno spiegato alla stampa Roberto Presciani, presidente del Consorzio di cooperative sociali Trait d'Union e il suo vice, Riccardo Jacquemod, anche a capo della cooperativa "La Sorgente".
"Le due offerte economiche, la nostra e quella della Proges, sono identiche avendo entrambe fatto il massimo ribasso possibile – hanno continuato – per cui per l'amministrazione comunale non ci sarà nessun risparmio. Nonostante questo la commissione ha scelto un soggetto esterno alla nostra realtà, che difficilmente avrà la conoscenza del territorio che possiedono il Trait d'Union e le sue cooperative".
Nel loro sfogo le cooperative hanno sottolineato anche la qualità fatta in questi anni. "Nel corso di questi 15 anni abbiamo realizzato per il Comune e con il Comune varie innovazioni nella gestione del complesso dei servizi che hanno ottenuto riconoscimenti per la qualità e l'innovazione. Ora un atto di questo genere distrugge il tessuto della cooperazione locale in nome della super eccellenza".
Il Comune da parte sa non ci sta. "E' sbagliata l'impostazione di fondo che le cooperative hanno dato a questa vicenda – spiega Giuliana Ferrero, Assessore alle Politiche sociali – non si tratta di una scelta bensi di un esito di una gara d'appalto che, come tutti sanno, le pubbliche amministrazioni hanno l'obbligo di indire per appaltare i servizi garantendo così i principi di libera concorrenza, non discriminazione, trasparenza ed economicità. Le cooperative sociali dovrebbero interrogarsi sul perché una cooperativa esterna alla Valle d'Aosta riesce a produrre un'offerta che dal punto di vista qualitativo, fossero anche solo 2 punti, è stata valutata superiore".
Nel frattempo la polemica sposta sul piano politico. Il gruppo di Aosta Viva in Consiglio comunale ha chiesto al sindaco "un incontro urgente, alla presenza dell'Assessore alle politiche sociali Giuliana Ferrero, allo scopo di essere edotti sulla situazione venutasi a creare e per essere informati sugli intendimenti che l'Amministrazione comunale intende perseguire anche al fine di garantire certezza di continuità di erogazione del servizio per i nostri cittadini a partire dal 1° luglio prossimo".
La risposta di Guido Grimod è stata negativa per la mancanza di dati certi rispetto all'esito definitivo della gara d'appalto in questione. "Dopo una settimana di notizie, comunicati, conferenze stampa, – hanno commentato gli esponenti di Aostaviva – tutti sanno tutto tranne la Giunta. Gli organi d'informazione invece, sono informati da talpe che noi non abbiamo. Ma questo è il loro mestiere, non il nostro. Restiamo in attesa dei dati mancanti e di una informativa degna di una città normale".
