Si è conclusa la prima fase di uno studio pionieristico interamente dedicato alla biodiversità dei territori agricoli valdostani.
?In tema di biodiversità – ha spiegato Augusto Chatel, direttore dell’Institut Agricole Régional – la Valle d’Aosta è una regione privilegiata, basta citare, ad esempio, le centinaia di tipi di batteri lattici unici al mondo conservati nei nostri frigoriferi, e paragonarli ai 2 o 3 ceppi di batteri utilizzati per la produzione industriale di formaggi sempre più spesso insapori. Mancava – ha aggiunto – uno studio approfondito sulla biodiversità nei sistemi agricoli valdostani come i vigneti e i frutteti, una lacuna che stiamo colmando grazie all’aiuto di specialisti di varie discipline?.
Ieri sono stati presentati i primi dati relativi a una ricerca per la quale sono state prese in esame 10 aree campione, 8 vigneti e 2 meleti, rappresentative delle diverse situazioni geografiche, climatiche ed ecologiche della Valle d’Aosta.
Grazie alla collaborazione tra L’Institut Agricole Régional e il Dipartimento di valorizzazione e protezione delle risorse agroforestali (Divapra) di Torino, sono stati mobilitati botanici, entomologi e ornitologi, che hanno pazientemente individuato e catalogato le specie animali e vegetali presenti negli ecosistemi in prossimità delle zone coltivate.
La conclusione dello studio è prevista per il 2008. Grazie a questa singolare forma di censimento, sarà possibile comprendere meglio le delicate interazioni esistenti tra specie animali e vegetali all’interno di un ambiente coltivato, e preservarne l’armonia e l’equilibrio.
