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Ultima modifica: 10 Ottobre 2019 8:59

Valgrisenche, addio alla sciovia di Verconey. Ma la “rinascita” si chiama Skialp

Valgrisenche - Il vecchio skilift, chiuso da anni, verrà demolito. L'Amministrazione è a caccia della ditta che svolga i lavori, che dovrebbero cominciare il 15 ottobre. Intanto la zona potrebbe risorgere in fretta grazie al "patto" con il Centro di Addestramento Alpino e diventare la patria dello scialpinismo.

Ferma da tanti anni, la sciovia di Verconey, a Valgrisenche, verrà smantellata. Ma la “nuova vita” della zona potrebbe essere già dietro l’angolo.

La Giunta comunale ha infatti deciso, via delibera, lo scorso 4 ottobre la demolizione dell’impianto di risalita: “La sciovia ha finito la sua ‘vita tecnica’ – spiega il Sindaco di Valgrisenche Riccardo Moret –, che in realtà sarebbe potuta andare avanti se non fosse rimasta ferma per una serie di lavori, per creare numerose vie di fuga, che l’Amministrazione non avrebbe potuto addebitarsi perché ammontavano a quasi un milione di euro. Siccome la Regione non avrebbe finanziato, e parliamo già di diversi anni fa, ora una nota dell’Assessorato ci chiedeva la demolizione della struttura”.

La “caccia” ora è aperta, alla ricerca dell’azienda che smantellerà la sciovia: “Stiamo verificando in Italia e all’estero se ci siano ditte interessato al recupero dei materiali dell’impianto”.

A prendersi l’onere – la delibera parla di un costo di smontaggio di sostegni, rulliere, funi, traini e motore stimato attorno ai 24mila euro – potrebbe essere la ditta rumena Magyprod Srl, anche se le verifiche da parte del Comune sono ancora in corso, che si è proposta per la demolizione ed il ripristino dei terreni “a regola d’arte” a titolo gratuito, e a partire dal 15 ottobre. Con la speranza di chiudere i lavori se non già in questo inverno, prima che arrivi il prossimo.

Demolizione che però non creerà un disservizio agli sciatori, spiega ancora Moret. Anzitutto perché lo skilift era fermo da tempo, ed in secondo luogo perché lo smantellamento della sciovia sarà il primo passo per fare nascere qualcosa di nuovo: “Lì c’era una pista molto bella, con delle pendenze molto alte. È una zona ampia ed interessante, anche per i principianti. Stiamo valutando se quella pista, come siamo convinti, possa servire per praticare lo scialpinismo”.

Ipotesi che può diventare realtà grazie al “patto” stretto con l’esercito nello scorso marzo: “Abbiamo siglato un Protocollo d’intesa con il Centro di Addestramento Alpino per i percorsi sicalpinistici in Valgrisenche e si è creata una bella sinergia. Questo potrebbe aprire le porte della pista a questa pratica, e dove una volta c’era una bella discesa molto ripida ora potrebbe esserci una bella salita molto impegnativa”.

2 commenti su “Valgrisenche, addio alla sciovia di Verconey. Ma la “rinascita” si chiama Skialp”

  • C’è un piccolo problema nel progetto di far diventare Valgrisenche la “Patria dello sicalpinismo”, l’Eliski, troppi voli in elicottero sui tracciati di skialp (molti più di quelli dichiarati) cosicchè chi ama questa pratica non è che gradisce che gli volino sopra la testa elicotteri che scaricano decine di sciatori danarosi, con relativi problemi di sicurezza, inquinamento acustico e sovraffollamento di certi itinerari, quindi troppe tracce già fatte in discesa che tolgono il gusto di conquistarsi una vetta e di discenderla.

    Magari Valgrisenche dovrebbe scegliere e imitare i cugini francesi che l?eliski lo vietano, invece voglion botte piena e moglie ubriaca ma non si può fare.

  • Come fa Valgrisenche a diventare la “Patria dello scialpinismo” avendo in concomitanza l’eliski?

    Chi pratica scialpinismo non gradisce di sicuro che elicotteri (molti di più dei dichiarati come si è visto) scaricano sulle monta<gne di Valgrisenche decine di sciatori danarosi con relativi problemi di sicurezza, inquinamento acustico e sovraffollamento di certi itinerari con troppe tracce in discesa che tolgono il gusto di conquistarsi con la fatica una cima e di scendersela, quindi fanno optare per altre valli.
    Valgrisenche dovrebbe sciegliere ed imitare magari i cugini francesi.

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