Valle d’Aosta all’avanguardia nel campo della frattura del femore degli anziani

Da un’indagine emerge quanto sia elevato, nella nostra regione, lo standard delle prestazioni sanitarie rivolte a questo tipo di incidente, estremamente comune per la popolazione anziana. Operare tempestivamente significa ridurre la mortalità.
Alcuni dei medici e infermieri dell'unita operativa di ortopedia e traumatologia dell'ospedale
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La nostra regione è un punto di eccellenza per quanto riguarda il trattamento delle fratture del femore degli anziani. E' quanto emerge da un'indagine effettuata dal ministero della salute e ripresa da un comunicato stampa dell'Usl della Valle d'Aosta. Nell'arco di tempo preso in esame, ovvero il biennio 2007-2008, più del 66% per cento dei casi di frattura al femore degli over 75 è stato operato entro 48 ore. Solo la provincia autonoma di Bolzano, per ora, ha ottenuto una percentuale più elevata. Non è una cosa da poco, come spiega la dottoressa Laura Mus, dell'unità operativa di ortopedia e traumatologia dell'azienda sanitaria regionale.

"Le fratture del femore sono una piaga medica e sociale ampiamente sottovalutata. La letteratura scientifica è unanime nel sostenere che i pazienti curati con tempestività hanno una speranza di vita nettamente superiore, ed evidenzia ricadute fortemente positive anche sul piano dell'autonomia e della qualità della vita". Infatti purtroppo la mortalità, entro un anno dall'incidente, è solitamente molto elevata. "Non abbiamo dati certi a riguardo, ma sembra che circa il venti per cento degli anziani che si fratturano il femore non si riesca a riprendersi. L'età indebolisce l'organismo, le capacità di recupero sono limitate. Un femore rotto può scatenare una serie di eventi a catena, con forti ricadute, tra l'altro, sul sistema circolatorio. Operare il prima possibile significa salvare numerose vite, e preservare al meglio l'autonomia delle persone".
L'importanza di questo indicatore nella valutazione dell'efficienza di un sistema sanitario è drammaticamente evidente.

"L'ospedale di Aosta – prosegue la dottoressa Mus – effettua circa 1400 operazioni all'anno, e 350 di queste sono frutto di traumatismi di vario genere. Su 350, almeno 200 colpiscono la popolazione anziana, e quasi sempre si tratta di fratture del femore". Secondo i dati raccolti dai medici dell'unità di ortopedia dell'ospedale di Aosta, solo nel 2009 sono stati operati ben 215 anziani affetti da questo genere di problema.

L'ampiezza del fenomeno giustifica appieno l'attenzione che il ministero della salute dedica a questo intervento. "E' un risultato che ci riempie d'orgoglio, anche se la valutazione positiva del ministero, relativa al biennio 2007-2008, non tiene conto delle ultime novità. Dal novembre del 2009, infatti, abbiamo messo a punto una collaborazione molto proficua con geriatria, ma anche con anestesia e fisiatria. Questo ci consente di snellire le procedure che precedono l'intervento chirurgico, che può avvenire con maggiore tempestività. Non solo: se prima dovevamo operare i nostri pazienti, anziani con fratture al femore in urgenza, sgomitando non poco per ottenere un posto, ora è tutto più semplice. Tutti i giorni abbiamo a nostra disposizione una postazione riservata in sala operatoria. Il progetto "ortogeriatria" – conclude Laura Mus – è stato una piccola grande rivoluzione".

 

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