Ventisette anni fa il rogo del traforo del Monte Bianco: “Una ferita ancora viva”

“Oggi rendiamo omaggio alle vittime – spiega il presidente del Consiglio Stefano Aggravi –, alle loro famiglie e a tutti coloro che furono coinvolti in quella tragedia, rinnovando un impegno profondo verso la sicurezza, la prevenzione e la cooperazione internazionale”.
Incendio nel traforo del Monte Bianco - foto archivio Vallée Notizie
Società

“Il rogo del traforo del Monte Bianco rappresenta una ferita ancora viva nella memoria collettiva della nostra comunità e dell’intero arco alpino”. A dirlo, in una nota, il presidente del Consiglio Valle Stefano Aggravi.

Sono infatti passati ventisette anni da quel 24 marzo 1999, dal grande incendio all’interno del tunnel del Monte Bianco che ha causato la morte di 39 persone: 18 francesi, due belgi, un inglese, un lussemburghese, un olandese, uno sloveno, un croato, un tedesco e 13 italiani. Sei le vittime valdostane: Maurilio Bovard, la figlia Katia, la moglie Nadia Pascal e suo fratello Walter, il camionista Stefano Manno e Pierlucio Tinazzi, dipendente della Sitmb, detto “Spadino”.

Il Consiglio regionale si unisce al ricordo: “Oggi rendiamo omaggio alle vittime – dice ancora Aggravi –, alle loro famiglie e a tutti coloro che furono coinvolti in quella tragedia, rinnovando un impegno profondo verso la sicurezza, la prevenzione e la cooperazione internazionale”.

“Quel tragico evento ha segnato un punto di svolta nella gestione delle infrastrutture e nella cultura della sicurezza dei tunnel – aggiunge il Presidente del Consiglio –. Da allora, molto è stato fatto per garantire standard più elevati, ma il ricordo di ciò che accadde ci richiama costantemente alla responsabilità di non abbassare mai la guardia. Perché la prevenzione e l’attenzione alla sicurezza devono costituire una parte significativa dell’agenda di ogni livello di governo”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito è protetto da reCAPTCHA e si applicano le norme sulla privacy e i termini di servizio di Google. e Termini di servizio fare domanda a.

Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte