Viaggi interstellari con ibernazione e incontri con extraterrestri? Ci si pensa seriamente

Ad Aosta il sesto simposio organizzato dall'Accademia internazionale di astronautica. Ventiquattro studiosi da 6 Paesi discutono sul futuro dell’astronautica. Viaggio interstellari e incontri con extraterresti “In futuro succederà”.
Società
Viaggi interstellari oltre il sistema solare, prospettive dell’astronautica, lunghi viaggi nello spazio in uno stato di ibernazione molto simile al letargo. Fantascienza? No, riflessioni e analisi reali in occasione del sesto simposio “Missions to the outer solar system and beyond”, organizzato dall'Accademia internazionale di astronautica, la massima istituzione mondiale non governativa in materia di scienze astronautiche, che si tiene ad Aosta fino a giovedì prossimo 9 luglio. L’appuntamento cade nell’Anno internazionale dell’Astronomia e nel quarantennale dello sbarco sulla Luna. La prima sessione del simposio si è tenuta lunedì mattina nel Salone ducale del Municipio di Aosta con al centro dei lavori “le ragioni dei viaggi spaziali”.
Tra gli eventi correlati al simposio, mercoledì 8 luglio si terrà la conferenza pubblica “Viaggi interstellari: idee fantastiche, progetti realistici”, che vedrà nella veste di relatore, Paul Gilster, giornalista di “Centauri Dreams” molto noto presso il pubblico inglese e considerato una vera autorità nel settore. La settimana di lavori si concentrerà poi sulle tecniche avveniristiche ideate per lunghissimi viaggi nello spazio in funzione di aspetti tecnici, fisiologici e psicologici. E’ questo uno dei temi, fil rouge, di questo simposio. Affrontare lunghi viaggi nello spazio in uno stato di ibernazione molto simile al letargo è un'ipotesi irreale o una possibilità per il futuro? Si tratta di un’ipotesi che il mondo scientifico sta prendendo in considerazione seriamente nei programmi spaziali. “L'idea – spiega Giancarlo Genta, professore del Politecnico di Torino e membro dell'Accademia internazionale di astronautica – è quella di simulare il letargo che avviene in molte specie animali. Questo rallentando le funzioni fisiologiche, attraverso la somministrazione di ormoni prodotti da questi animali, per permettere ad un astronauta di superare le distanze spaziali".
Un uomo ibernato non patisce le radiazioni – spiega ancora Genta – Non subisce i problemi legati alla mancanza di gravità, come la decalcificazione ossea. Non ha bisogno né di bere né di mangiare e necessita di pochissimo ossigeno". Non si tratta dunque di congelare le persona come spesso vediamo in film e produzioni televisive, ma di un processo totalmente diverso e al quale stanno pensando in Giappone e negli Stati Uniti attraverso esperimenti sul tema, usando animali. “Peccato che, per il momento, i mesi passati durante l'ibernazione non vengono recuperati. Il corpo invecchia comunque”. E gli extraterrestri? Esseri molto più evoluti di noi, per questo in un possibile incontro non ci sarà da temere, non distruggeranno la Terra, ma ci sarà molto da imparare da loro. Anche questa una convinzione per il futuro per gli studiosi in materia che pensano già ad un codice di comportamento da adottare.  

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