Wharp, la startup valdostana che anticipa il rischio archeologico nei cantieri

Wharp è la startup nata dall’esperienza di Akhet che utilizza dati e machine learning per prevedere il rischio archeologico nei cantieri. La piattaforma consente a progettisti e imprese di pianificare in modo più efficiente, riducendo tempi, costi e imprevisti, con l’obiettivo di rivoluzionare la gestione preventiva del patrimonio archeologico
La piattaforma Wharp
Società

Recentemente insediata nella Pépinière d’entreprises a Pont Saint Martin Wharp® nasce dall’esperienza sul campo e dall’esigenza di risolvere una criticità concreta osservata per anni, ossia quella del rischio archeologico che emerge troppo tardi, quando i progetti sono già definiti, causando rallentamenti, varianti e costi imprevisti.
Quando si progettano opere come reti idriche, impianti energetici o linee ferroviarie, l’archeologia può diventare un rischio imprevisto perché la scoperta di depositi archeologici durante i lavori può causare blocchi, provocando ritardi e spese extra.
Da questa consapevolezza prende forma Wharp, una piattaforma innovativa già premiata alla Start Cup Piemonte Valle d’Aosta sviluppata a partire dall’esperienza pluriennale di Akhet, società di archeologia nata nel 2002 e cresciuta come realtà imprenditoriale nel territorio valdostano nel quale si è insediata dal 2013.

I due founder, Massimiliano Glarey CEO e Claudia De Davide CFO
I due founder, Massimiliano Glarey CEO e Claudia De Davide CFO


“Non c’è stato un singolo momento preciso in cui è nata l’idea – ci ha spiegato la Dott.ssa Chiara Albrile, Growth e Communication Manager presso Akhet– ma una presa di coscienza progressiva. Il problema è il momento in cui viene considerato patrimonio archeologico, non la sua presenza”. Da qui l’idea di intervenire proprio su questo “scarto temporale”, trasformandolo da vincolo a strumento di pianificazione.
Wharp® si presenta come una piattaforma web-GIS, cioè uno strumento online che permette di visualizzare e analizzare mappe e dati geografici, in grado di integrare informazioni archeologiche, storiche, geomorfologiche e normative, restituendo una lettura predittiva del rischio.

In concreto, progettisti e imprese possono accedere fin dalle fasi iniziali a una mappa delle aree più sensibili, orientando così da subito le scelte progettuali e riducendo le incertezze.
Il valore aggiunto sta nella capacità di far dialogare dati già esistenti ma spesso frammentati. “Il machine learning non serve a “vedere sottoterra” – precisano – ma a riconoscere pattern e correlazioni che rendono più o meno probabile la presenza archeologica nel cantiere di lavoro”. Un lavoro di integrazione e interpretazione che consente di trasformare informazioni disperse in uno strumento operativo.
I benefici sono soprattutto nella fase iniziale dei progetti perché anticipare il rischio permette di evitare blocchi dei cantieri, ridurre la necessità di varianti e contenere i costi.Parliamo di un vero e proprio processo di de-risking archeologico“, spiegano, “che permette di tradurre il rischio in variabili concrete per chi progetta quali, tempi, costi e probabilità di interferenze”.

Un approccio nato da casi reali seguiti da Akhet e oggi sistematizzato in una piattaforma scalabile e adattabile. Il progetto ha già ottenuto importanti riconoscimenti alla Start Cup Piemonte Valle d’Aosta, un passaggio che rappresenta “una validazione non solo tecnologica, ma della rilevanza del problema affrontato”. Oggi Wharp è una startup innovativa – costituita come Società Benefit – in fase di validazione sul mercato, con l’obiettivo di adattare e sviluppare lo strumento in diversi contesti applicativi.

La la loro visione ed il loro lavoro consente anche un approccio più ampio e ad un cambio di paradigma, passando da una gestione reattiva del patrimonio archeologico a una gestione preventiva e integrata.
Un metodo che nasce dalla natura stessa di Akhet e dalla sua realtà multidisciplinare che riunisce archeologi, pianificatori territoriali, specialisti GIS e professionisti della gestione dei processi. “L’archeologia – sottolineano – non è un ambito isolato, ma parte di un sistema più ampio che riguarda la trasformazione del territorio stesso. I dati esistono già, ma sono spesso frammentati e non comunicano tra loro e Wharp® lavora proprio su questo aspetto, per cercare di mettere in relazione informazioni disperse e renderle leggibili”. Grazie ai dati integrati e agli algoritmi predittivi, la piattaforma fornisce una visione globale del territorio, aiutando a identificare le aree con maggiore probabilità di scoperte archeologiche.

Allo stesso tempo, gli utenti che accedono alla piattaforma possono inserire e aggiornare i propri dati pregressi, come studi o indagini già effettuate, creando un archivio personale che può rimanere privato oppure essere condiviso. Questo consente di avere informazioni sempre aggiornate e adattate alle esigenze specifiche di ogni progetto. Dopo la registrazione, è sufficiente selezionare una porzione di territorio, in modo simile a quanto avviene ad esempio su un sito immobiliare, per ottenere automaticamente una carta del potenziale archeologico e una valutazione immediata dei rischi e nella versione multiutente, la piattaforma diventa anche uno strumento collaborativo, permettendo a team di lavoro di condividere e aggiornare i dati in tempo reale, migliorando il coordinamento tra progettisti e archeologi.

Wharp
Wharp


Guardando al futuro, Wharp punta ad ampliare la propria portata oltre i confini nazionali, integrando banche dati open specifiche per ciascun paese. Questo permetterà di ottenere analisi sempre più accurate e personalizzate sul potenziale archeologico, oltre a verificare su scala più ampia le simulazioni e i modelli predittivi sviluppati dal sistema. “Punteremo inoltre all’ ampliamento dei dataset, al miglioramento delle capacità predittive e all’ integrazione nei processi di pianificazione e valutazione ambientale.” Inoltre è prevista anche la realizzazione di un’applicazione dedicata, pensata per rendere la piattaforma più accessibile e versatile, consentendo a progettisti e archeologi di consultare e aggiornare i dati in qualsiasi momento, anche direttamente sul campo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito è protetto da reCAPTCHA e si applicano le norme sulla privacy e i termini di servizio di Google. e Termini di servizio fare domanda a.

Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte