Una ventesima edizione coi fiocchi, che però spinge gli organizzatori del Club Les Gamolles ad una riflessione sul futuro. Sabato 3 agosto circa 200 partecipanti hanno pedalato per la cicloturistica Aosta-Gran San Bernardo, con lo stesso spirito che, da sempre, anima la manifestazione.
Prima del via da corso Battaglione di Aosta, la consegna del Trofeo Tro Tro in memoria di Antonio Tropiano, che quest’anno si è sdoppiato: il riconoscimento è stato consegnato a Paola, sorella di Mauro Fioravanzo, prematuramente scomparso, e a Concetta Tropiano in memoria del fratello.
Conclusa la ‘sfilata’ nelle vie di Aosta, il chilometro zero era posto come al solito all’inizio della statale 27 che, dopo 39 km, porta ai 2500 metri del colle del Gran San Bernardo. Il ritmo è subito elevato nelle posizioni di testa; presto rimangono in tre a dettare il ritmo: Alessandro Saravalle, Wladimir Cuaz e Nadir Maguet, che ha preferito pedalare per evitare di peggiorare i guai al ginocchio correndo l’UYN Vertical di Courmayeur.
Al Colle si presenta in solitaria Alessandro Saravalle (Silmax) con un tempo di poco superiore a 1h 28’; sgranati, alle sue spalle, Wladimir Cuaz (1h 29’22”) e Nadir Maguet (1h 29’41”). Poi Erik Rosaire (Gs Godioz; 1h 33’02”) e Davide Pinato (Canavese Mtb; 1h 35’43”). A completare la ‘Top ten’, Andrea Lavanché (Cicli Benato), Yannick Verraz (Cicli Lucchini), Federico Agostino (Cicli Benato), Filippo Blanc (MagiCuneo), Thierry Grivel (Pila Bike Planet).
Numerosa la partecipazione femminile, che ha visto imporsi, con la 48° posizione assoluta, Chiara Pino (Cicli Benato), che rimane sotto le due ore e chiude con il crono di 1h 58’39”.
“Forse è tempo di cambiare”
Ed il traguardo delle venti candeline potrebbe rappresentare una svolta per la manifestazione. “Per Les Gamolles, grande soddisfazione per aver portato a termine questa ennesima edizione senza alcun intoppo serio dall’origine della manifestazione ad oggi, ma forse è tempo di cambiare e servono nuove leve e nuove idee”, scrivono in una nota. “Non sappiamo ancora se sarà un definitivo addio, ma faremo le giuste riflessioni ricordando che tutte queste edizioni ci hanno permesso di fare, grazie ai numerosissimi sponsor che ci hanno sempre aiutato e soprattutto grazie ai tantissimi amatori che hanno voluto impegnarsi in questa mitica ascesa ciclistica, tante azioni di beneficienza, magari nell’ombra perché questo vuol essere il nostro stile.