La fame non si è placata con il bronzo in staffetta. L’Italia con Federico Pellegrino fa due su due, centra la seconda medaglia a squadre di queste Olimpiadi di Milano-Cortina e (si) commuove. Nella team sprint a tecnica libera arriva un altro bronzo in coppia con Elia Barp. Una medaglia azzurra fatta di sacrifici, ma soprattutto di uno stato di forma smagliante, materiali al limite della perfezione ed un’intelligenza tattica come pochi da parte di entrambi gli interpreti.
L’oro è andato alla Norvegia di Hedegart-Klaebo, seguita dagli Stati Uniti di Ogden-Schumacher.

La gara
Dopo il terzo posto azzurro in qualifica, Barp al lancio resta nel treno di testa e dà il cambio per primo a Pellegrino senza aver speso molto. Il gruppo resta molto compatto – anche troppo – e Chicco trova un po’ di traffico al momento di passare il testimone al compagno di squadra, e qui può arrivare uno dei primi colpi di scena, con il francese Desloges, sorpresa di questi Giochi, che rompe un bastoncino e si ritrova in coda. Ma la fase è ancora molto interlocutoria ed i distacchi sono ridotti, con Barp bravo ad uscire dall’ingorgo iniziale e cambiare al terzo posto. Pellegrino ha la gamba dei giorni migliori e si mette sulle code di Klaebo per trovare la posizione migliore per il cambio decisivo. È Ogden a tentare il primo strappo, affiancato da Hedegart, poi alle loro spalle Italia, Svezia e Svizzera si giocano tutto. Pellegrino resta nel gruppo, poi supera tutti e si piazza all’inseguimento degli Usa, con Klaebo che resta imprendibile, e alla fine arriva il miracoloso bronzo.
