Il presidente Francesco Fida lo aveva detto: “In questa conferenza stampa la parola “passione” la pronuncerò molte volte”. E d’altra parte, cos’altro può muovere chi da decenni si impegna a titolo gratuito per fare andare avanti una società, lo Stade Valdôtain Rugby, che conta più di 300 tesserati con una squadra seniores in serie A2? O chi gioca in questa categoria senza essere pagato – anzi, qualcuno pagando la quota di iscrizione alla società? O ancora, chi gestisce un’area sportiva con 1200 tesserati nei vari sport dell’Area6Tu?
Ma non è solo Fida a parlare di passione: lo fanno anche i nuovi acquisti nei video di presentazione che hanno inviato, ed è quella che li ha spinti a vestire la maglia giallonera per la prossima stagione. Una passione, un calore, riconosciuti anche da chi guarda da fuori lo Stade, da chi porta avanti delle collaborazioni (come il Grenoble, o l’ex azzurro Paul Griffen, che proprio in questi giorni tiene a Sarre il suo quinto Camp). E questo nonostante la passata stagione sia stata difficile dal punto di vista sportivo, “ma ricca di contenuti importanti: siamo molto soddisfatti del nostro cammino. Un percorso positivo, con sacrifici ed errori, che a piccoli passi ma ben studiati ci ha portato dove siamo”.
Sei nuovi acquisti per la prossima stagione: torna Julien Valleise
“La nostra idea è di riportare a casa i nostri “cuccioli”, e con Julien Valleise l’obiettivo si è realizzato grazie anche al senso di appartenenza che hanno creato soprattutto Stefano Ferrucci e German Parra”, dice il direttore tecnico Luis Otano presentando uno dei nuovi acquisti. Il “figliol prodigo” di Arnad torna alla sua prima squadra dopo le esperienze in Top10 col CUS Torino e dopo un anno in Irlanda. “Sono contento di tornare, possiamo fare cose belle a livello sportivo”. Lui, laureato in osteopatia, sarà anche impegnato a prendersi cura dei suoi compagni di squadra, insieme al fisioterapista Francesco Piccolo.
Valleise non è l’unico nuovo acquisto. Ci saranno anche Filippo Bolognesi, anche lui ex CUS Torino, Tommaso Boni, atleta dal grande palmarès (11 caps con l’Italia con anche una meta memorabile agli All Blacks, oltre a 17 presenze con la maglia degli Stati Uniti e 117 con le Zebre, la franchigia dell’Italia, ed uno scudetto con Mogliano nel 2013) che affiancherà anche lo staff tecnico, il francese Antoine Ruchaud, e gli argentini Sair Movane “El Tanque” e Evaristo Arrias Tilcara. Un paio di colpi sono ancora attesi nelle prossime settimane.
La preparazione inizierà alla fine di agosto, con quattro amichevoli in programma – tutte a Sarre – mentre il campionato dovrebbe iniziare a metà ottobre con 12 squadre (a quelle dell’anno scorso si sono aggiunte Monferrato e CUS Genova). Tutti gli sponsor hanno rinnovato la collaborazione, con l’aggiunta di CVA e Vita, oltre “all’importante parte delle istituzioni, cioè Regione e Comune di Sarre”, spiega Fida.
Un movimento che cresce: una Under16 tutta giallonera, il sogno è la Cadetta ed una seconda società valdostana
Non è solo la prima squadra a crescere, ma tutto il movimento. A partire dalle giovanili. “Finalmente avremo una Under16 tutta nostra, grazie al lavoro del nostro staff tecnico”, esclama soddisfatto Fida. “Un altro obiettivo che vorremmo realizzare da qui a tre anni è l’Under18, che ora abbiamo grazie all’ottima collaborazione con l’Ivrea. Un progetto ambizioso, che mi spaventa un po’, è quello di avere una squadra Cadetta, come tutte le squadre della A2, con il coinvolgimento degli Old: per i giovani salire dall’Under 18 a questa categoria è un passo enorme, la Cadetta servirebbe ad aiutare questo passaggio”.
A far crescere il movimento è anche il lavoro svolto nelle scuole dalla Federazione Italiana Rugby: “Ci hanno contattato tante scuole dell’infanzia, oltre a tutte le altre”, spiega la delegata regionale Rossana Aquadro. “Abbiamo avuto qui vari professori e fatto tre feste: l’obiettivo è portare i bambini sul campo da rugby”. In questo senso, cresce il progetto VIA Academy: i due argentini venuti in Valle a giocare studiare hanno finito la loro esperienza, ed ora inizia quella di Filippo Malacarne e Mattia Caputo in Argentina.
E non è l’unico obiettivo: “Il sogno è creare una seconda società di rugby oltre allo Stade, nella zona di Saint-Vincent e Châtillon per coprire la media e bassa Valle, e siamo molto vicini a realizzarlo”. Più difficile il discorso del rugby femminile, visti i numeri, ma ci si sta lavorando, senza considerare che la componente femminile nella palla ovale ha iniziato a prendere piede, con la stessa Aquadro e con il ruolo di team manager dello Stade Valdôtain ricoperto da Vittoria Platì.








