Hervé Barmasse completa Endurance – Italia: in un mese raggiunte le vette più alte di ogni regione

L’alpinista valdostano Hervé Barmasse ha attraversato il Paese senza mezzi a motore, salendo la vetta più alta di ogni regione.
Hervé Barmasse Endurance Italia Crediti immagine Luca Rolli
Sport

Scalare in un mese la vetta più alta di ogni regione italiana, raggiungendole solo in bicicletta, a piedi e in barca a vela, per collegare le isole alla penisola: è la sfida di Endurance – Italia. A completarla è stato Hervé Barmasse, che ha percorso 4,250 chilometri, quasi 5 mila considerando anche le miglia nautiche, con oltre 81 mila metri di dislivello positivo e una media di 137 chilometri al giorno.

L’alpinista di Valtournenche è partito il 4 giugno da Cala Gonone, in Sardegna, con la salita a Punta La Marmora, e ha chiuso il percorso dopo un mese, il 3 luglio, con il Monte Coglians, ultima cima prima dell’arrivo a Trieste.

Endurance – Italia è un viaggio by fair means, senza mezzi a motore, con l’obiettivo di unire idealmente le montagne italiane attraverso una traversata continua.

Hervé Barmasse Endurance Italia Crediti immagine Valentina Celeste

Nel corso del progetto, Barmasse ha toccato alcune delle cime più rappresentative del Paese, dall’Etna al Gran Sasso d’Italia. Dal Monte Vettore alla Cima del Redentore, dal Monte Cimone al Monte Prado, fino ai grandi rilievi alpini: Monte Rosa, Monte Bianco, Pizzo Bernina, Ortles, Marmolada e Monte Coglians.

A rendere più complessa l’impresa è stata anche l’ondata di calore che ha interessato l’Italia nel mese di giugno, con temperature fino a 42 gradi e una percezione di 45 gradi. Condizioni che hanno costretto l’alpinista valdostano a rivedere alcuni tratti del percorso, soprattutto in bicicletta, senza però modificare in modo sostanziale il dislivello previsto.

“Di per sé, sulla carta, prima di partire, sapevo che il percorso era molto duro e che il mio fisico sarebbe andato incontro a una fatica mai sperimentata prima”, racconta Barmasse. “Poi, il caldo ha reso questo mio viaggio molto più difficile di come lo avevo immaginato. Ho ridotto i chilometri studiando percorsi alternativi, ma i metri di dislivello sono rimasti quasi gli stessi di quelli disegnati sulla carta”. 

Le temperature hanno inciso anche sulle salite in quota. “Soprattutto in bici le temperature erano insopportabili, tant’è che nelle stesse date, mentre io mi muovevo, molti eventi sportivi, come l’Ironman di Nizza, sono stati cancellati. Inoltre, in montagna, tutto era più instabile ed estremamente delicato. Il rigelo della neve era sopra quota 4,500 metri e i temporali sono stati particolarmente insidiosi nel tratto alpino”.

Hervé Barmasse Endurance Italia Crediti immagine Valentina Celeste

Per evitare i temporali, in alcuni casi Barmasse ha modificato gli orari di salita e aumentato il ritmo. “Per raggiungere la vetta di alcune di queste montagne prima dei temporali cercavo di muovermi più velocemente e in orari non consueti. Era l’unica soluzione”.

Ma c’è stata anche una nota positiva: “Queste condizioni mi hanno regalato la possibilità di esser solo su alcune delle più belle montagne delle Alpi come Monte Bianco, Punta Nordend, Pizzo Bernina e Ortles che d’estate sono montagne particolarmente affollate”.

Il viaggio ha avuto anche una dimensione collettiva. Lungo il percorso, Barmasse ha incontrato appassionati, alpinisti, runner e persone che hanno scelto di accompagnarlo per un tratto o di attenderlo al passaggio, in montagna o nei punti di cambio tra bicicletta e salita a piedi.

“Arrivare in vetta a queste montagne e incontrare l’abbraccio di così tanta gente con striscioni, bandiere, dolci e a volte anche una birra, ha reso la mia fatica una gioia”, racconta Barmasse. “Le persone che attendevano il mio arrivo quando pedalavo, prima del cambio scarpe per salire le montagne, con dei doni o un incoraggiamento, mi davano la forza di andare avanti anche quando il mio fisico, stanco, mi suggeriva di fermarmi”.

Endurance – Italia ha attraversato ambienti molto diversi: le montagne della Sardegna e della Sicilia, gli Appennini, le faggete del Centro Italia, i ghiacciai delle Alpi. “Con Endurance Italia ho unito le montagne del nostro Paese in un unico grande viaggio”, dice ancora Barmasse.

Un viaggio che ha confermato ancora una volta il valore dello sport come strumento di conoscenza o, nelle parole di Barmasse, “un linguaggio universale capace di far conoscere territori, culture, tradizioni e storie, lasciando che sia il viaggio stesso a creare gli incontri più veri”.

Una risposta

  1. grandissimo, imparino da lui i valdostani che vanno in auto anche a far la spesa a 1 km di distanza, emettendo CO2 a tutto spiano, e poi strillano “i ghiacciai si sciolgono, chissà come mai!”

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