Il Cammino Balteo solitario e solidale di Oksana

L’ultratrailer ucraina, ormai da tre anni a Courmayeur, ha compiuto il giro delle Basse Vie in cinque giorni per scoprire le bellezze della Valle d’Aosta e sostenere il progetto This is my city. "Che emozione vedere per la prima volta il Cervino coi miei occhi".
Oksana Riabova
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“Sto iniziando adesso a recuperare le ore di sonno perse in questi giorni”, dice al telefono. Le chiedo se vuole che la richiami più tardi, ma no, si fa volentieri una lunga chiacchierata. Oksana Riabova ha concluso nella serata di mercoledì 11 maggio il suo Cammino Balteo in solitaria: 350 km, 17.000 metri di dislivello, in cinque giorni. L’idea iniziale era di farlo in quattro, ma qualche intoppo lungo il percorso nei primi giorni e la voglia di godersi il paesaggio hanno prevalso.

L’obiettivo non era solo personale, ma anche solidale: Oksana è ucraina, di Chernihiv, paese del nord al confine con la Russia vittima di grossi bombardamenti, ed ha promosso una raccolta fondi per la sua città This is my city. “Quando sono iniziati i bombardamenti ero molto in apprensione, perché lì ci sono i miei genitori ed i miei amici, e non me la sentivo di fare le gare che avevo programmato”, racconta. “Il 50% della città è stata distrutta. Ora la situazione è un po’ migliorata, si sta tornando alla “normalità”, se così si può dire”.

Da tre anni l’ultratrailer ucraina vive a Courmayeur, si è innamorata del posto, ma ci sono ancora molte zone della Valle d’Aosta che non conosce. “Ho visto per la prima volta il Cervino con i miei occhi e ho detto: Wow! Quella zona lì, da La Magdeleine ad Antey e Torgnon, è il pezzo che più mi è piaciuto”.

Il Cammino Balteo di Oksana
Il Cammino Balteo di Oksana

Oksana Riabova è partita sabato mattina alle 5.30 da La Salle con l’obiettivo di arrivare a Châtillon nella prima serata, in modo da non correre di notte e dormire in albergo, sempre seguita ed assistita in toto da suo marito Marco Giudici Cipriani. Qualcosa, però, è andato storto: “Sul libro che ho usato c’era una parte verso Rhêmes-Saint-Georges ancora non terminata. Ho dovuto fare una deviazione ed ero in ritardo sulla tabella di marcia di un’ora e mezza. Sono arrivata a Fénis che erano le 20.30, ma mi ero messa in testa di arrivare a Châtillon quindi ho dovuto correre anche di notte”. Tra le difficoltà di ritrovare il percorso e la stanchezza accumulata dopo 114 km e 4600 metri di dislivello, l’arrivo alle 23 senza essersi nutrita bene.

“Ho dormito pochissimo, quando sono ripartita il mattino dopo alle 6.30 sentivo che qualcosa non andava, sia a livello di gambe – un tendine del piede non collaborava – che a livello di stomaco”, continua Oksana. Senza riuscire a correre, matura la decisione di prendersi più tempo: “Ho pensato: ‘Non sto facendo una gara, voglio godermi la natura e quei pezzi di Bassa Valle che non conosco’. Arrivata ad Issogne ho deciso di prendere due caffelatte e due croissants in un bar: o mi stroncano, o mi riprendo. Mi sono ripresa”. Hône, Pontboset, Lillianes, dove arriva alle 20 dopo 63 km.

Il terzo giorno il tratto più tecnico, da Lillianes a Fontainemore: “Ci ho messo quasi quattro ore a fare 16 km con 1200 metri di dislivello, su mulattiere molto ripide. Con calma sono poi arrivata a Donnas e Arnad, “solo” 44 km e 3000 metri di dislivello”.

Vedere il Cervino il quarto giorno “mi ha dato una botta di energia”. Da Arnad a Challand-Saint-Victor, poi Saint-Vincent, La Magdeleine, Torgnon: 50 km e 3800 metri di dislivello, “ma più morbido e con una vista strabiliante”.

Lo stato di forma è recuperato, e Oksana decide di chiudere il suo giro il quinto giorno. “Mi sentivo bene, ero stupita. Da Torgnon, a Verrayes e Nus faceva fresco, poi il caldo fino a Roisan e Arpuilles mi ha ammazzata, anche se mi sono goduta la vista su Aosta”. Da lì è partita la salita verso Vetan, una zona che l’ucraina conosce bene perché ci va spesso ad allenarsi: “Sapere che mi stavo avvicinando a La Salle mi dava energia. Quando ho visto il Monte Bianco mi sono emozionata tanto, gli ultimi 6 km sono andata molto veloce. Ho fatto gli ultimi due chilometri con i miei amici. La cosa divertente è stata che sono arrivata in centro a La Salle alle 22 in punto: i rintocchi delle campane sembrava fossero fatti apposta per me”, scherza.

L’idea del Cammino Balteo in solitaria era nata più di un anno fa: “Non ho mai fatto corse così lunghe, faccio ultratrail ma più di 170 km consecutivi non li ho mai fatti. Quando ho visto alcuni pezzi del Cammino Balteo mi sono interessata: è abbastanza basso e passi attraverso tanti bellissimi villaggetti. È stato emozionante riuscire a concluderlo e appagante scoprire le bellezze della Valle d’Aosta”.

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