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La “Valle della gloria” del wrestling

Lo spettacolo voluto da Fulvio “Puck” Fiorio e Thierry “Tsunami” Gerbore ha portato a Aymavilles un centinaio di appassionati e curiosi.
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Wild Boyz
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Una “Valle della gloria”. E gloria è stata per gli organizzatori della Wiva Wrestling, capaci di riportare in Valle d’Aosta uno spettacolo che mancava da più di 10 anni, con un centinaio di persone presenti alla palestra di Aymavilles, e per i Wild Boyz Fulvio Fiorio e Thierry Gerbore, che questo evento l’hanno voluto e che hanno chiuso in gloria – appunto – difendendo in casa il titolo a coppie.

“Abbiamo voluto organizzare questo evento da quando abbiamo aperto l’accademia nella nostra regione”, racconta Gerbore, in arte Tsunami. “Ci abbiamo messo circa un mese e mezzo per organizzare il tutto, ed è stato possibile grazie a sponsor ed all’aiuto di altre federazioni, come la Total Combat Wrestling che ci ha fornito il ring e la logistica”. “La nascita dell’accademia è il prosieguo di quello che abbiamo concluso una decina di anni fa con l’Italian Championship Wrestling. Le storie di vita ci hanno tenuti lontani dal ring e dall’insegnamento, poi abbiamo aderito al progetto della Wiva Wrestling e il nostro obiettivo è quello di crescere una nuova generazione di wrestler valdostani”.

Si punta molto sulle storie, sui personaggi estremi che rispecchiano i tempi moderni, dall’influencer al politico corrotto. Il pubblico non è solo spettatore ma partecipa, tifa, interagisce, prende parte contro uno o contro l’altro. Lo si capisce dal primo incontro, quello tra Crimi e Corvo Bianco, con quest’ultimo vincitore per il sollievo dei presenti. Ma non sempre il pubblico ottiene quello che vuole, e il maestro Manuel Majoli ha la meglio su Jacob, riuscendo a difendere il titolo delle regioni. Succede lo stesso quando sul ring scende l’ego di Rocco Gioiello, l’”orgoglio terrone” che si fa subito odiare non stringendo la mano ad un bambino; Steven Strike, invece, lo fa, ma non gli basta per vincere contro la scorrettezza dell’atleta di Catanzaro, che lo colpisce con una catena.

Giusto il tempo di una pausa, e lo spettacolo – “uno show per tutti”, sottolinea ancora Gerbore – cresce. Si scatena il caos, e il pubblico va in visibilio: Rosselfie, detentore della Coppa Italia, deve scegliere se sfidare Shock, campione della Wiva Wrestling, o Manuel Majoli. Chiamato sul palco il primo, arriva il colpo di scena, con l’ingresso dell’onorevole (corrotto) Beniamino Malacarne insieme a Pugno di Pollice e a due cavalieri mascherati. Sono questi ultimi a sfidare Rosselfie e Shock, alleatisi, e a venire sconfitti. Arrivano allora anche Luke Zero e Giant Warrior, per un 3vs3 che vede il trionfo di Rosselfie, Shock e Luke Zero, ma anche il riscatto di Pugno di Pollice, ormai stanco di lottare sporco come vuole l’onorevole. È la volta delle donne, con Lara Wild che si prende la rivincita – anche morale – su Domiziana Roy, che un anno fa le ruppe una gamba.

Il momento più atteso è arrivato: i Wild Boyz salgono sul ring. I padroni di casa, Puck e Tsunami, affrontano Anarchy Gaze (orfano del suo compagno di tag Fenice Rossa) e Makro Diamond in una sfida senza regole, con sedie, una scala, assi di legno, e l’arma speciale, un minilottatore. La lotta è senza esclusioni di colpi, gli eroi di casa rischiano più volte di soccombere, ma alla fine hanno la meglio: i Wild Boyz Puck e Tsunami mantengono il titolo, tra gli applausi del pubblico e i complimenti degli sfidanti per l’evento organizzato.

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