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Ultima modifica: 22 Maggio 2020 13:34

Marco e Mattia Sappa aprono “La Fessura di Gianfri” in memoria del papà

Valgrisenche - L'impresa è avvenuta a Valgrisenche, al Nid des Hirondelles, per ricordare Gianfranco Sappa, Guida Alpina di Courmayeur morto ad agosto in seguito ad un incidente sul Monte Bianco.

Marco e Mattia Sappa Fessura di Gianfri foto Evi GarbolinoMarco e Mattia Sappa Fessura di Gianfri foto Evi Garbolino

Un’impresa e una dedica speciale per chi non c’è più. Marco e Mattia Sappa hanno aperto e liberato una via di arrampicata e l’hanno chiamata “La Fessura di Gianfri”, in onore di loro padre, Gianfranco, Guida Alpina di Courmayeur morto a fine agosto dell’anno scorso a seguito di un incidente sul Monte Bianco.

L’impresa è avvenuta a Valgrisenche, al Nid des Hirondelles, su una parete di difficoltà 8A e 50 metri di dislivello, dopo tre giorni di tentativi. “Salendo la Via Nano Curie, a metà del secondo tiro mi accorgo di una fessura che obliqua a sinistra nel mezzo di una pinna strapiombante molto estetica”, scrive Marco Sappa, Aspirante Guida Alpina della Società Guide Alpine di Courmayeur, psicologo e maestro di sci, nel suo report sul sito Planetmountain. “Scendendo in doppia, guardo meglio, e noto che verso la fine della fessura obliqua, parte in verticale un’altra fessurina che sale fino in cima alla pinna. In quel momento non mi sono fatto troppe fantasie, mi è sembrata subito troppo dura, e poi appena uscito dal lockdown non avevo intenzione di rimettermi subito ad armeggiare con i friend su una linea così”.

Il desiderio di liberare la via e dedicarla a Gianfranco è però tanta. Neanche il secondo giorno è quello giusto: “Saliamo il primo tiro di 6b e ci sistemiamo in sosta. Cerco di capire di che friend avrò bisogno. Alla fine ovviamente ne porto troppi. Il primo giro salgo praticamente tutto in artif, ma quando arrivo in cima sono molto contento: si passa! Capisco che ho buone possibilità di salirla. Quel giorno faccio ancora tre giri con le protezioni in posto, ma non riesco a liberarla”.

L’impresa, però, è a portata di mano, ed il terzo giorno, al primo tentativo, Marco e Mattia liberano la fessura. E, con essa, anche la soddisfazione di poter dedicare più che un pensiero al padre.

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