Sport di Simone Dian |

Ultima modifica: 11 Settembre 2019 9:43

Terzo giorno di Tor des Géants: Bosatelli saldo in testa

Oyace - Bosatelli primo in testa nonostante qualche acciacco. Reynolds e Olivier costretti a fermarsi per problemi muscolari. Silvia Trigueros Garrote è la vera regina del Tor: prima e nona assoluta.

Oliviero Bosatelli a OyaceOliviero Bosatelli a Oyace

Terzo giorno di Tor des Géants. Siamo agli sgoccioli. Ai corridori resta una finestra limitata di tempo e di percorso per provare ad agguantare una posizione migliore. Dalla stazione di Oyace gli atleti cominciano a sentire il profumo del traguardo: l’avventura sta per finire. Adesso i corridori dovranno fare i conti con la stanchezza e la fatica che dopo 274 chilometri non risparmiano nessuno. In più anche il meteo, che fino a ieri sembrava in miglioramento, torna a farsi grigio e cupo offrendo ad atleti e spettatori uno scenario dal chiaro sapore “fantasy”.

Oliviero Bosatelli sempre più vicino al trionfo finale

Prosegue inesorabile, nonostante un primo intoppo al muscolo tibiale ed un occhio che non gli dà tregua già da Cogne, la cavalcata del bergamasco Oliviero Bosatelli. Dopo aver conquistato il primo posto in uscita dalla base vita di Donnas non lo abbandona più, e passa alla stazione di Oyace in testa alle 19.28, in vantaggio di circa due ore  sull’inseguitore Galen Reynolds, costretto a fermarsi al rifugio Magià per un problema, anche lui, ai muscoli tibiali e le numerose ferite ai piedi. Terzo Olivier Romain autore, fin qui, di una gara impeccabile. Suo malgrado una contrattura muscolare ne limita la corsa già dalla base di Donnas e perde la testa della corsa.

Niente medaglia di legno, invece, per Francesco Cucco che si ritira al rifugio Coda e cede il passo a Lantermino Danilo (tempo) che, sfruttando i gli intoppi fisici dei suoi predecessori, macina chilometri e recupera terreno sul gruppo in testa.

Olivero Bosatelli esordisce dicendosi soddisfatto e aggiunge: “I miei avversari hanno avuto qualche problema, anche io ne ho avuti, ma la gara è ancora lunga…voglio sperare in bene ovviamente. Sono stanco ed assonnato visto che non ho ancora dormito, ma sono ottimista dato che sono diverse ore che sono davanti. Certo ci sono sempre le incognite, chissà.” Continua lamentandosi per i suoi piccoli acciacchi:”però siamo arrivati qui” e si apre in un sorriso. Mentre si racconta si fa massaggiare  e sul volto si inizia ad intravedere la tipica smorfia di chi sta compiendo uno sforzo sovrumano, lo sguardo è un po’ vacuo. Conclude:”Ho un buon vantaggio sui miei inseguitori. Tuttavia, conoscendo il tracciato e la competizione, posso dire che una volta superata l’ultima base vita comincia la vera gioia.” Tutto questo intramezzato da una specie di sorriso, sintomo della consapevolezza di aver fatto, sino a qui, una gara splendida.

Primo valdostano Enzo Benvenuto, che alle 15.45 si trovava a Champoluc, in undicesima posizione. Al 16esimo posto c’è Andrea Cavagnet, arrivato alle 19.30 a Champoluc, terzo valdostano Andrea Allieta (30esim0 generale), uscito da Gressoney alle 17.24, quarto Cesare Clap (36esimo generale).

Silvia Trigueros Garrote strepitosa

L’atleta spagnola non solo ha fatto il vuoto dietro di sé, ma corre stabilmente in nona posizione nella classifica generale. Ancora non la si vede arrivare ad Oyace, ma non sembra ci siano molte speranze per le inseguitrici. Jocelyne Pauly, seconda, accumula due ore e mezza di ritardo, mentre Sonia Furtado ben 4 ore e 18 minuti.

Stupisce, invece, vedere due delle favorite pre gara del calibro di Darcy Piceu (USA team Hoka) e Annemarie Gross (ITA team ASV Telmekomteam Sudtirol) così lontane dalla testa della corsa: undicesima la prima e quattordicesima la seconda.

Intanto sale a 206 il numero dei ritiri e colpisce soprattutto, a livello sportivo, la classifica femminile. Si ritira un’altra delle favorite di inizio gara: Giuditta Turini che abbandona a Champorcher.

La prima valdostana è Elisabetta Negra, 58esima nella classifica generale, entrata intorno alle 20.30 a Gressoney.

 

 

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