Da domani scatta l’imposta di soggiorno per oltre 3200 alloggi ad uso turistico

A fine aprile rilasciati 3235 Cir per un totale di 13367 posti letto. Le tariffe dell'imposta di soggiorno per gli alloggi ad uso turistico vanno da 0.50 ai 2 euro a notte e a persona per i comuni turistici in alta stagione.
Affitti brevi, locazione, case vacanza
Turismo

Sono 2301 i locatori delle 3235 strutture valdostane che, dopo aver ottenuto dal novembre scorso il Cir (codice identificativo regionale), da domani, mercoledì 1° maggio, dovranno applicare, come già avviene da dieci anni per le altre strutture ricettive, l’imposta di soggiorno.
Il numero totale dei posti letto per gli alloggi ad uso turistico è di 13367, con una media di 4,1 a struttura. Il maggior numero di Cir, 475, è stato finora (Nda dato aggiornato al 29 aprile) rilasciato nel comune di Valtournenche, seguito da Aosta con 419, Courmayeur con 221, Cogne con 183 e Gressan – Pila con 130.

Le tariffe vanno dagli 0.50 euro per persona a notte per gli alloggi situati nei comuni ad esempio di Allein, Introd o Quart, all’1 euro di Antey-Saint-André, Bionaz, Brusson o Saint-Rhémyen-Bosses, passando per 1,50 euro di Aosta, Châtillon, Pré-Saint-Didier e Saint-Vincent fino al massimo di 2 euro per persona per notte in alta stagione di Ayas, Cogne, Courmayeur, Pila, Gressoney-La-Trinité, Gressoney-Saint-Jean, La Thuile e Valtournenche.

I locatori dovranno presentare due volte l’anno (entro il 31 marzo, per i soggiorni dal 1° luglio al 31 dicembre e entro il 30 settembre, per i soggiorni dal 1° gennaio al 30 giugno) una dichiarazione utilizzando il modello messo a disposizione dal comune competente, contenente il numero delle presenze rilevate ai fini Istat, con distinta indicazione di quello degli aventi diritto alle riduzioni e alle esenzioni (ad esempio i minori di anni 15, i disabili o chi soggiorna per più di 8 notti consecutive).

L’imposta di soggiorno sarà versata al comune competente per territorio mediante pagamento elettronico pagoPA o delega unica F24 o versamento diretto presso la tesoreria comunale.

Sulla tassa di soggiorno nelle scorse settimane erano emerse alcune polemiche legate all’esclusione dalla riscossione dei portali telematici.
“In Italia su 1200 comuni che applicano la tassa di soggiorno soltanto 20 si sono convenzionati con i portali e di questi alcuni hanno risolto la convenzione perché ci sono stati dei problemi legati agli obblighi tributari” ricorda Enrico Di Martino, coordinatore dell’Assessorato regionale al Turismo.

Al momento non sono emerse particolari criticità nell’applicazione della norma sugli affitti brevi. “I problemi o i dubbi che ci sono stati maggiormente posti riguardano l’individuazione del numero massimo di posti letto per struttura e la destinazione d’uso.”

In base al primo dato disponibile riferito al febbraio scorso le presenze nei soli alloggi ad uso turistico sono state 45mila, di cui molte straniere.

“Dal novembre scorso abbiamo inoltre osservato delle dinamiche parallele all’entrata in vigore della legge. Sono nate ad esempio tantissime case appartamento per vacanza (Cav), vuole dire che molti che facevano locazione hanno deciso di trasformarsi in imprese. Abbiamo visto tantissimi alloggi aggiunti ai Cav esistenti.”

2 risposte

  1. Andrea, non sono gli host a pagare, così come non siete voi albergatori a pagare in quanto, come ben dovresti sapere!
    Tale costo ricade purtroppo sul turista rendendo sempre più cara la vacanza .
    Auguriamoci almeno che tale tassa sia utilizzata come tassa di scopo vale a dire una quantità di danaro che sarà destinata esclusivamente a dare maggiori servizi ai nostri ospiti .
    L’abbiamo chiesto dal 2017 e speriamo che così sia in modo che la nostra Regione possa divenire sempre più apprezzata dalla migliaia di turisti che ci verrà a trovare !

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