L’occupazione cresce, ma permane nella nostra regione il problema di trovare personale qualificato. Ad evidenziarlo, una volta di più, è il Bollettino del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Anpal relativo a gennaio 2026, che fotografa anche le tendenze del trimestre gennaio-marzo.
A spingere il mercato del lavoro sono soprattutto turismo, ristorazione, commercio e servizi, ma con una struttura della domanda diversa rispetto al quadro nazionale e con una minore incidenza di profili ad alta specializzazione.
“Le imprese risultano sempre più “a caccia di competenze”, mentre l’offerta resta in larga parte legata a contratti stagionali o a termine, con livelli retributivi spesso bassi e condizioni che non rendono il territorio sufficientemente attrattivo. – evidenzia Filcams CGIL Valle d’Aosta – Il nodo centrale è la forte stagionalità dei contratti, che genera instabilità e precarietà. A questo si aggiunge il fenomeno del dumping contrattuale, con l’applicazione nei diversi settori di contratti intermittenti o in deroga, spesso meno tutelanti e meno remunerativi, che comprimono salari e diritti e alimentano una competizione al ribasso. Una dinamica che penalizza lavoratrici e lavoratori”.
La Filcams sottolinea anche la crescita dell’occupazione dei lavoratori immigrati, ormai componente essenziale del sistema produttivo valdostano, soprattutto nel terziario e nei servizi alla persona. Una presenza che garantisce continuità e qualità dei servizi, ma che rischia di essere tra le più esposte a precarietà e utilizzo improprio di forme contrattuali meno garantite.
Il sindacato sollecita quindi le associazioni di categoria ad aprire un confronto sulla qualità dell’occupazione, puntando su stabilità, formazione, piena applicazione dei contratti nazionali e valorizzazione delle competenze.
“La competitività del territorio – conclude la Filcams – non può fondarsi su salari bassi o contratti deboli, ma su lavoro dignitoso e investimenti professionali”.
