Ben ritrovati alla quinta puntata di “Astrofoto del mese”, un progetto di divulgazione della Fondazione Clément Fillietroz realizzato con il contributo della Fondazione CRT, in collaborazione con AostaSera.it.
Se nel mese di aprile abbiamo incontrato Arturo, una stella ormai “anziana”, questo mese rivolgiamo lo sguardo a un gruppo di stelle “giovani”: le Pleiadi, note anche come M45, che si trovano a circa 440 anni luce da noi.
Si tratta di un ammasso aperto, cioè un gruppo di stelle nate nella stessa regione di spazio, un tempo ricca di gas e polveri. All’interno di queste “culle stellari”, la gravità può comprimere la materia fino ad avviare la formazione delle stelle.
Le Pleiadi sono relativamente giovani, pur avendo un’età stimata di circa 100 milioni di anni. Per una stella che può restare accesa miliardi di anni, la “gioventù” si valuta in un modo molto diverso rispetto a noi! Nella prima fase della loro “vita” restano vicine, ecco perché ci appaiono concentrate in una stessa zona di cielo. Con il passare del tempo, invece, si allontaneranno le une dalle altre e il gruppo si disperderà nello spazio.
L’ammasso stellare delle Pleiadi, grazie alle sue stelle più brillanti, è tra i pochi che possiamo riconoscere anche a occhio nudo e forse il più spettacolare. Si tratta infatti di un gruppo molto compatto, in cui riusciamo comunque a distinguere chiaramente alcune singole stelle: per questo è presente in testimonianze di numerose civiltà. Nella mitologia greca, ad esempio, le Pleiadi rappresentano le figlie di Pleione, ninfa protettrice dei naviganti, e di Atlante, il titano condannato a sostenere la volta celeste sulle proprie spalle. Da questo mito deriva il celebre appellativo di “sette sorelle”.
Nonostante tale appellativo, le stelle facilmente distinguibili a occhio nudo sono in genere sei e molte leggende si sono susseguite sulla “sorella mancante”. Se però osserviamo questa regione di cielo con un binocolo o un piccolo telescopio, ci accorgiamo che l’ammasso delle Pleiadi è in realtà molto più ricco. Oggi sappiamo infatti che il gruppo è composto da circa mille stelle e studi recenti indicano che la famiglia sarebbe ancora più estesa, arrivando a comprendere altre migliaia di stelle, ormai disperse in direzioni differenti attraverso la Galassia. La splendida immagine dell’astrofotografo Marco Robecchi mette in evidenza le nubi di gas e polveri che le stelle di M45 stanno attraversando nel loro vagabondaggio spaziale.
Le Pleiadi hanno avuto un ruolo importante anche nella letteratura e nella poesia. Celebri sono i versi, attribuiti alla poetessa greca Saffo, vissuta tra il VII e il VI secolo a.C., che esprimono una struggente solitudine nello scorrere delle ore notturne:
“È tramontata la Luna
insieme alle Pleiadi
la notte è al suo mezzo
il tempo passa
io dormo sola”
(traduzione di Giulio Guidorizzi)

Quando osservarle
L’ammasso stellare delle Pleiadi ci ha fatto compagnia durante la stagione invernale e la prima parte della primavera; purtroppo ora tramonta al calare del Sole, nelle luci del crepuscolo, e tornerà osservabile nelle ultime ore della notte a fine estate, in tempo per essere nuovamente fotografato durante il 34° Star Party a Saint-Barthélemy, in programma dall’11 al 13 settembre. Nel mese di maggio, però, sono visibili altri importanti ammassi aperti. Se volete scoprirli con noi, potete partecipare alle visite guidate notturne all’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta.
