Fénis e tutto il mondo dello sport valdostano piangono Battista Pieiller

L'uomo, 68 anni, è stato stroncato da un malore mentre era in bici. Lascia la figlia Ilaria, la compagna Silvana e il fratello Piero, ma lascia anche due comunità: quella di Fénis e quella sportiva valdostana.
Battista Pieiller
En souvenir

Fénis piange Battista Pieiller, ma sarebbe più corretto affermare che la Valle d’Aosta dello sport – e quella delle persone per bene – è in lutto da venerdì sera per la scomparsa di uno di quei personaggi che il celebre giornalista sportivo Gianni Mura non avrebbe esitato a definire “hombre vertical”.

Un uomo tutto di un pezzo. Un pezzo (considerevole) di Fénis, una pietra miliare dello sport della nostra regione. E’ stato – e parlare al passato fa davvero male al cuore – atleta e dirigente, accompagnatore e allenatore, organizzatore e confidente, tifoso e psicologo, giudice e tracciatore. Trovate un ruolo, un qualsiasi ruolo, che possa tornare utile in un torneo di calcio, in una corsa di biciclette o in una gara di sci: bene, Battista Pieiller lo aveva certamente ricoperto.

Sempre con il sorriso sulle labbra, sempre a disposizione di organizzatori – veri o sedicenti – consapevoli che coinvolgerlo nella loro avventura voleva dire raggiungere l’obiettivo. Con lui non si sbagliava mai.

Battista Pieiller
Battista Pieiller

Un paese sotto shock

La notizia della morte di Battista Pieiller si è sparsa in fretta non solo a Fénis, ma nell’intera regione. Era salito a Clavalité in bicicletta per una sgambata e un secondo fine: oggi, sabato, si celebra la festa del vallone che sovrasta Fénis e Battista aveva controllato ancora una volta che tutti i cartelli della segnaletica fossero stati posati nel modo corretto. Nella discesa verso casa un malore se lo è portato via.

Classe 1954, Battista Pieiller è cresciuto a Fénis diventandone un’icona. Il termine non è esagerato e neppure improprio: troppo facile tirare in ballo il vecchio detto per il quale “sono sempre i migliori quelli che se ne vanno”. Battista Pieiller, semplicemente, era qualcuno di molto speciale.

C’era voluta anche un po’ di fortuna, per costruire questa vita che sembra una storia da “Libro Cuore”, ma nel suo caso è stata più che mai meritata: il lavoro iniziato presto in ferrovia (casellante in Piemonte) gli aveva permesso di andare in pensione alla soglia dei quarant’anni. Altri avrebbero vissuto di rendita, Battista Pieiller aveva però un piano diverso: semplicemente si mise al servizio del prossimo, un’attività senza orari e senza giorni liberi che lo ha ottenuto occupato fino alla fine.

Sport e volontariato

Trent’anni da amministratore comunale, tra i quali due mandati come Assessore con il sindaco Pino Cerise a cavallo tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila. Membro sempre presente dell’associazione Abc di Fénis, l’Association Bénévoles de la Commune. Il 25 aprile, quando si commemorava la fine della guerra e la Liberazione, lui c’era: c’era alla festa degli anziani, a dare una mano in cucina o a posare tavoli e panche per il pranzo comunitario. Anima dello Sci Club Tersiva, per decenni membro del direttivo del comitato Fisi Asiva, Battista Pieiller è stato tra i fondatori dell’Orange Bike Team, la società ciclistica che gravita tra Pontey e Fénis. Come facesse a conciliare tutti gli impegni resta un mistero: la sua presenza discreta e gentile si percepiva sempre e il suo buonumore “a prescindere” è stato spesso e volentieri l’ingrediente capace di far fare il salto di qualità a una manifestazione che senza di lui sarebbe stata mediocre. Se qualcosa faceva tappa a Fénis, lui c’era: disponibile a qualunque ora del giorno o della notte. Oltre al sorriso una manualità fuori dal normale: se nel raggio di qualche chilometro si aveva un problema – transenne mancanti, elettricità carente, fate voi – bastava una telefonata per togliersi il mal di pancia.

Era stato atleta nella bicicletta, ma soprattutto nello slittino, forse l’amore più profondo della sua carriera sportiva. Aveva gareggiato ad altissimi livelli e con lo stesso entusiasmo aveva guidato prima il club, poi la squadra del comitato e infine la Nazionale. C’era quando le cose andavano bene e c’era – perché un capitano non abbandona mai la sua nave – quando le sorti per lo slittino su pista naturale si sono fatte nefaste. Con lo stesso entusiasmo degli inizi ha guidato gli ultimi atleti della squadra Asiva della luge e in stagioni recenti aveva pure provato a rialzare le sorti di questa disciplina, portando in giro per tutte le Alpi (e non è un modo di dire) ragazze e ragazzi ai quali ha insegnato non solo cosa vuol dire sport, ma cosa vuol dire vivere.

Amava lo sci di fondo e lo sci alpinismo: in breve, amava la fatica, attività che premia a distanza e che permette agli uomini di migliorarsi (non solo a livello sportivo). La sua casa era a Fénis, il suo cuore a Clavalité: era salito sul Tersiva circa sessanta volte, era lui che ogni anno controllava che il Bivacco Borroz potesse accogliere di nuovo escursionisti e alpinisti. Non c’era sentiero che avesse segreti, per Battista Pieiller, che non a caso è stato ideatore del Vertical Fénis, la classica di apertura della stagione del mondo dei trail “di sola salita” della nostra regione.

E chissà quante altre cose fatte da Battista Pieiller sono state omesse in queste righe che non possono raccontare a pieno una delle persone più eccezionali di cui la Valle d’Aosta abbia a memoria. Battista Pieiller non lascia solo la figlia Ilaria, la compagna Silvana e il fratello Piero: lascia due comunità – quella di Fénis e quella sportiva valdostana, anche se il limite geografico rischia di essere troppo stretto in entrambi i casi – e la sensazione di aver perso qualcuno di insostituibile.

7 risposte

  1. Battista era sempre disponibile quando noi insegnanti di motoria gli chiedevamo di organizzare delle giornate di slittino a Flassin.
    Ci attendeva sulle piste e con estrema pazienza e simpatia insegnava ai ragazzi come scendere con la slitta in modo sicuro e divertente ..questi instauravano con lui da subito in feeling incredibile bombardandolo di domande .Il suo sorriso , la sua calma ,la sua piacevole compagnia rimarranno per tutti noi ricordi indelebili .
    Grazie Battista per aver sempre valorizzato il nostro difficile compito di educatori .

  2. Con Battista ho condiviso l’ amore per il nostro territorio e il bisogno di trasmetterlo, insieme ai nostri ” saperi”, ai ragazzi delle nuove generazioni. E in questo Battista ci metteva una passione speciale. Rimarranno indelebili i ricordi delle innumerevoli uscite e il rammarico di non averne potuto fare ancora tante altre .
    Ornella

  3. Francois Domaine grazie 1000 volte grazie! E’ sempre difficile parlare di chi se ne è andato senza cadere nella pietà. lei è riuscito con garbo e con cuore a descrivere Battista (Batti per i ragazzi della squadra di slittino).
    Mio figlio Matteo ha conosciuto Battista e lo slittino da ragazzino alle scuole medie ed è diventato un ragazzo responsabile,maturo ed attento anche grazie all’esempio di Batti. Ha insegnato con affetto ai suoi ragazzi il rispetto, la fatica, l’accettazione del dolore (negli infortuni) la caparbietà ed il gioire sempre insieme.
    Li ha cresciuti come fossero i suoi figli, sì li trattava come la sua Ilaria e noi tutti lo vogliamo ricrordare così speciale! Grazie Batti, grazie di tutto! Con immensa riconoscenza!

  4. Anche se quando glielo dicevo si schermiva, lo chiamavo BATman, perché per me lui è un super eroe e, in quanto tale, è immortale!

  5. Era mio zio, per me dai tempi di quando si sono messi insieme lui e mia zia Silvana che è la sorella di mia madre. Da quando mi han dato la tremenda notizia non mi capacito , mi sembra cosa irreale . Un pugno nello stomaco che continua a farsi sentire. Zio era davvero davvero speciale. Aveva garbo ,umanità ed altruismo sempre..con tutto il genere vivente. Possedeva un senso civico che ho visto a poche persone nella mia vita. Ritengo che questo articolo renda giustizia alla Sua persona e personalmente avverto il vero rammarico e dispiacere di chi lo scrive. Alcune persone quando se ne vanno lasciano davvero un vuoto incolmabile ed insostituibile non per retorica, ma perché erano davvero Grandi persone. Il 23 marzo dell’ anno scorso ho perso mio padre,Padula Florindo che era legatissimo a suo cognato ‘Ba’ ..così lo chiamavamo in famiglia. Due persone di uguale bontà e molto molto speciali ..Quelle che menzionavo prima, Quelle che il tempo passa ma il dolore resta sempre, Quelle che davvero erano e restano speciali per tutto ciò che han trasmesso e che han fatto nella loro vita. ..ed il vuoto che lasciano si sentirà per sempre .

  6. Caro Battista, sei stato un atleta di esempio per tutti noi….e sempre un incentivante per andare avanti stringendo i denti…. ci mancherai …

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