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Ultima modifica: 17 Luglio 2019 11:17

Châtillon, incontro con la giovane palestinese Yasmeen Alnajjar

Châtillon - Martedì 23 luglio alle ore 18, a Châtillon, si terrà l'incontro dedicato a Yasmeen Alnajjar, giovane palestinese che parlerà della sua straordinaria esperienza con Pietro Giglio.

Yasmeen AlnajjarYasmeen Alnajjar

L’evento organizzato dal Gruppo Cultura di Châtillon per martedì 23 luglio alle ore 18, nella Saletta ex Hotel de Londres di Châtillon, è dedicato a Yasmeen Alnajjar. Il coraggio di conquistare la libertà. Dalla Palestina alle grandi vette. Yasmeen Alnajjar parlerà della sua straordinaria esperienza con Pietro Giglio.

Yasmeen Alnajjar è una giovane palestinese. A tre anni, ha subito la mutilazione della gamba destra, sopra il ginocchio. Con straordinaria forza d’animo ha reagito a questo terribile trauma, cercando la propria realizzazione nell’alpinismo.
Ha dovuto affrontare non solo le difficoltà di adattarsi a una protesi, ma anche le restrizioni che il suo Paese deve affrontare nella convivenza con lo stato israeliano.
La sua lotta per la conquista della libertà è dunque duplice. Una libertà individuale, attraverso uno straordinario impegno personale, e una libertà collettiva, quella di un popolo ancora in attesa di un proprio Stato.

La serata sarà moderata da Pietro Giglio, Presidente dell’U.V.G.A.M. e del Co.Na.G.A.I.

Dal loro dialogo emergeranno le esperienze e le aspirazioni di Yasmeen. In effetti, dopo aver conquistato, nel 2014, il Kilimangiaro, sogna ora di salire il tetto del mondo, l’Everest.

Ascolteremo i momenti più significativi della sua storia. Le profonde motivazioni che l’hanno spinta a cimentarsi con imprese che parrebbero impossibili per chi, come lei, è vittima non solo di una menomazione così grave, ma anche di un contesto sociale e politico, la cui realtà supera la nostra capacità di immaginazione.

Yasmeen ha reagito con determinazione. Riuscendo, col suo impegno e la sua testimonianza personale, a porre in modo diretto e concreto all’attenzione dell’opinione pubblica il dramma dell’irrisolto conflitto e del costante grave stato di emergenza che affliggono la popolazione palestinese.

La sua straordinaria esperienza è il miglior supporto a un messaggio che contrasta la logica della guerra e promuove, attraverso la forza dei fatti, una pace costruttiva.

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