Gioie e Motori di Enrico Formento Dojot |

Ultima modifica: 12 Febbraio 2020 11:40

Kawasaki Z900, un riferimento per la sua categoria

Aosta - Forte dell'affermazione e delle vendite della 750, poi maggiorata, l'estetica della nuova nata segue fedelmente l'impostazione tradizionale. Le differenze, minime, riguardano cupolino, coperture - di serbatoio (17 litri di capienza) e radiatore - e terminale di scarico, per renderlo coerente con le normative più aggiornate

Kawasaki Z900 2020Kawasaki Z900 2020

La filosofia Kawasaki “Z” nasce nel 2003, con il lancio della 1000. L’anno dopo, ecco la 750, dotata di un quattro cilindri in linea, sorella minore della precedente. E fu immediatamente successo. La 750 fu prodotta fino al 2012, con un ottimo riscontro da parte della clientela. Questa principessa delle naked rivive ora con la Z900, che si conferma riferimento per la sua categoria. È una sportiva, senza dubbio, ma scevra di un’estremizzazione inutile.

Forte dell’affermazione e delle vendite della 750, poi maggiorata, l’estetica della nuova nata segue fedelmente l’impostazione tradizionale. Le differenze, minime, riguardano cupolino, coperture – di serbatoio (17 litri di capienza) e radiatore – e terminale di scarico, per renderlo coerente con le normative più aggiornate. Qualche novità in più per i proiettori e le spie di direzione Full LED, per il forcellone irrigidito e per gli pneumatici Dunlop Sportmax Roadsport 2. La sella è disponibile anche rialzata di due centimetri. Ma l’innovazione vera e del tutto originale e avanzata sta nella grande profusione di elettronica. Innovazione dell’innovazione, il traction control, che contiene lo slittamento della ruota posteriore fino ad eliderlo. Ma non solo. Le modalità di guida sono quattro: Rain, Sport, Strada e l’ultima a gradimento del conducente secondo il suo gusto.

Un display da 10″9 rappresenta una varietà di dati completa, indicando velocità, consumi, medie e altro. Grazie al Bluetooth, il sistema si connette allo smartphone per attività come la funzione mnemonica del percorso attraverso il GPS del telefono, l‘invio e ricezione di messaggi e posta elettronica. Lo schermo TFT evidenzia i riding modes, cioè i sistemi di apparato che vengono impostati con un comando sul manubrio, per variare la risposta del motore e il traction control, in relazione alla modalità di guida prescelta. Il propulsore è sempre un quattro cilindri, da 948 cc., con numeri che connotano la sportività, come si accennava, della macchina: 125 i cavalli a 11.750 giri e una coppia significativa, pari a 98,6 Nm a 7.700 giri. Cambio a sei marce.

Il rapporto qualità – prezzo è molto interessante, partendo da euro 9.290.

 

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