MV Agusta Brutale 2022, un’opera d’arte senza fronzoli

Già soltanto il primo impatto rivela, dal punto di vista estetico, il significato del nome. Brutale, perché le linee sono aggressive, molto aggressive, cattive e determinate. Ma è una linea che non si risolve nell’aggressività: Brutale sembra un’opera d’arte – e, motociclisticamente parlando –, lo è senza alcun dubbio.
Brutale 1000 RS - Foto mvaugusta.com
Gioie e Motori

MV (acronimo di Meccanica Verghera) Agusta, basta il nome. Un nome che evoca trionfi, soprattutto con Giacomo Agostini ma anche con Mike Hailwood, Phil Read e molti altri e che è tornato, carico della passata gloria, in Moto2, seppure con ambizioni più modeste. Un marchio transitato attraverso percorsi anche avventurosi, ma che oggi è solida nella storica sede varesina della Cagiva, a Schiranna.

Un incontro, fugace quanto fatale sulla strada che porta al Colle del Piccolo San Bernardo, ci ha fatto imbattere nella “Brutale”. Una macchina che data 2000 – una millennial – derivata dalla F4 del 1998. Una immensa Naked di peso medio. Il mantra della Casa è “Potenza? Di più è meglio”. Riteniamo che non possa esistere una sintesi così efficace per descrivere la Brutale. Che viene proposta in cinque versioni.

La “Base” Rosso tre cilindri da 798 cc. e 110 cavalli, la RR tre cilindri da 798 cc. e 140 cavalli, la 1000 RR quattro cilindri da 998 cc. e 208 cavalli, dati comuni anche alla 1000 RS e alla 1000 Nurburgring. Brutale nasce, ricordavamo, ventidue anni fa dalla penna geniale di Massimo Tamburini. Si presentò subito come una moto del tutto nuova ed originale, in ossequio, in particolare, ad un principio molto netto: bando a fronzoli inutili.

Già soltanto il primo impatto rivela, dal punto di vista estetico, il significato del nome. Brutale, perché le linee sono aggressive, molto aggressive, cattive e determinate. Ma è una linea che non si risolve nell’aggressività: Brutale sembra un’opera d’arte – e, motociclisticamente parlando, lo è senza alcun dubbio – con concavità, spigoli, nervature che paiono ricordare un cavallo imbizzarrito o, per restare nel campo dell’arte, le forme di una scultura di un Umberto Boccioni.

Altro richiamo di alto lignaggio, i proiettori ispirati alla Porsche 911, icona delle quattro ruote. La Brutale 1000 RS 2022 rafforza questi stilemi ma con un occhio di riguardo al comfort, grazie alla modulazione di sella e pedane. La base di partenza della 2022 si trova nella 1000 RR e nella 1000 RS, riguardo al propulsore, al telaio, al forcellone e allo sterzo elettronico Ohlins. Sono invece nuove la forcella e il monoammortizzatore a regolazione meccanica. Per il resto, bielle in titanio, trasmissione elettronica EAS 3.0 di terza generazione, originale collettore di scarico. La coppia si situa a 116.5 Nm a 11.000 giri al minuto. Una piattaforma inerziale sovrintende al controllo dei dispositivi di marcia. Personalizzazioni attraverso lo smartphone. Prezzo euro 25.750.

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