Casino de la Vallée, questo s..conosciuto

Riceviamo e pubblichiamo una riflessione di un imprenditore valdostano sulla casa da gioco di Saint-Vincent.
I lettori di AostaSera
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Ho sempre avuto un pensiero poco favorevole nei confronti delle partecipate regionali che hanno purtroppo quasi sempre dimostrato di essere dei ricettacoli di consensi per politici accondiscendenti, che per conservare il potere non lesinavano assegnazione di posti di lavoro di dubbia necessità ma importanti per garantirsi la pletora di voti necessari.
Non ho purtroppo chiara nei minimi dettagli la situazione di una di queste, forse tra le più significative degli ultimi 30 anni, quale quella del Casino de la Vallée e l’Hotel Billia. Non chiara devo dire anche perché nessuno si è mai sognato di spiegare la situazione non con termini tecnico finanziari come abitualmente si tende a raccontare e giustificare una realtà priva di ogni significato economico/finanziario.
Ora, nel leggere vostri articoli apparsi in questi mesi sul Casinò, mi trovo in maniera anche troppo facile a poter fare affermazioni sensate su quanto viene scritto nel giro di pochi mesi, 4 per essere preciso.

Avevo già letto il
ECONOMIA E LAVORO 20 Dicembre 2019 – 01:12
Casinò di Saint-Vincent, via libera al bilancio 2018

e adesso mi sono imbattuto nel
ECONOMIA E LAVORO 23 Aprile 2020 – 11:04
Casinò chiuso: risorse economiche fino ad agosto, ma pesano le incognite

Allora proviamo a riassumere:
– nel primo articolo, in una forma che direi alquanto ridicola, come ormai avviene da una quantità di anni considerevole, una Regione Autonoma che dovrebbe aborrire il gioco d’azzardo, salvo giustificarlo solo con il ricavo di lauti profitti a beneficio pubblico, come avveniva un tempo, riporta:

SAINT-VINCENT – Il sì del socio Regione dopo i pareri positivi della società di revisione KPMG e del Collegio sindacale dai quali si evince come anche dalla relazione dell’Amministratore Unico, il superamento delle incertezze sulla continuità aziendale.
E’ arrivato questa mattina a Saint-Vincent il via libera, da parte del socio regione, al Bilancio 2018 della Casa da gioco di Saint-Vincent, che registra un passivo di oltre 55 milioni di euro.

Sul “superamento delle incertezze sulla continuità aziendale” di una compagine che ha chiuso con “un passivo di oltre 55 milioni di euro” devo ancora trovare un esperto che in parole povere mi faccia capire come si possa immaginare di mantenerla in vita, in questi termini.

Ma il bello arriva quattro mesi dopo, quando nel secondo articolo, il CEO della casa da gioco riesce a esprimersi con la sicurezza che lo contraddistingue:
“Avendo conseguito un utile importante l’anno scorso – spiega l’amministratore unico Filippo Rolando – siamo riusciti a fare risparmio, a fare cash-flow, e ne abbiamo per le spese di adesso” e quindi incalzato dalle vostre domande “Rolando risponde senza scomporsi che l’azienda è in grado di “scavallare agosto tranquillamente””….

Salvo poi fare cosa, chiudere il bilancio 2020 con 70-80 milioni di perdita? Sempre con un ampio consenso della proprietà che avrà nel COVID-19 la giustificazione di una tale ennesima debacle, mantenendo comunque la certezza invariata sul superamento delle incertezze sulla continuità aziendale.
Ma è possibile che noi comuni mortali di ingegneria finanziaria non capiamo proprio “niente di niente?”. Che le poche cognizioni di economia che la gestione delle nostre misere aziende ci passino un pensiero fisso che un’azienda, che solo pubblica può essere, possa continuare impunemente ad accumulare perdite impressionanti, per i bilanci della proprietà, senza una seria ristrutturazione aziendale?? Alcune indicazioni erano arrivate, ma si sa, tutt’altro che politiche: dimezzare i dipendenti mantenendo gli altri alla metà degli stipendi. Ma questo non succederà mai, soprattutto in VDA…

Forse i cittadini potrebbero avere dei sentori diversi se qualcuno avesse il coraggio di predisporre una seria indagine che facesse loro capire quanti interventi sarebbero stati possibili sul territorio valdostano con gli stessi fondi pubblici che sono stati utilizzati a senso unico per la casa da gioco, tra tutti i contributi, gli investimenti, le acquisizioni, le coperture delle perdite di questi ultimi 20 anni. E stiamo parlando di svariate centinaia di milioni o ben oltre… Chiaro la fisica ci insegna che ogni azione ha una equivalente e contrapposta reazione, in questo caso posti di lavoro ben remunerati sostanzialmente da ridurre, ma ha un senso giustificare occupazione a queste condizioni?? Allora dovremmo tenere in piedi una quantità di situazioni che non hanno più senso di esistere economicamente, salvo poi non avere le finanze, pagati compensi e vitalizi dei politici, per retribuire gli uscieri di palazzo…

Chissà cosa ci riserverà il futuro, COVID-19 a parte…

Un affezionato imprenditore valdostano.

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