“L’isolamento emotivo distrugge gli anziani nelle Rsa”: la lettera di una familiare

La lettera - sfogo di una lettrice che dal 25 dicembre scorso non riesce a vedere la madre ricoverata in una Rsa valdostana. "Tutta questa situazione con relativo isolamento emotivo ha peggiorato pesantemente le sue condizioni e l’avanzare della sua patologia"
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I lettori di Aostasera

Premetto che questa missiva vuole essere una valvola di sfogo, non mi interessano inutili polemiche! Vorrei, per quanto possibile, avere risposte! Mia madre è degente in RSA ormai da tempo immemore.

Tutta questa situazione con relativo isolamento emotivo ha peggiorato pesantemente le sue condizioni e l’avanzare della sua patologia. Per una serie di motivi personali, per qualche mese non sono riuscita vederla. Poi, sistematicamente ogni domenica mattina andavo a trovarla munita di certificazione base.

L’ultimo girono che sono riuscita a vederla è stata la mattina del 25 dicembre. Il 27 dicembre ennesimo cambiamento delle disposizioni, possibilità di visita solo con GP rafforzato. Avendo io solo il GP base, impossibilitata a vederla a data da definirsi.

Ho fatto presente alla struttura tramite messaggio “…è una tremenda ingiustizia, allora finora con mero tampone abbiamo sempre messo a rischio i nostri cari?“. Nessuna risposta. Il 18 gennaio ci viene comunicata la presenza di parecchi ospiti positivi, mamma per fortuna risulta essere negativa. Il 24 gennaio chiedo di fare una video chiamata a mamma (per quanto non capirebbe a causa della sua patologia, avrei piacere di sincerarmi delle sue condizioni) e mi viene risposto “Aspetterei ancora qualche giorno, ci sono ancora dei postivi. Più avanti si può provare”. Rimango basita.

Non ho praticamente mai chiesto di vedere mamma, e se non erro dovrebbe essere un mio diritto?! Qualcosa non torna…Il 31 gennaio mi viene comunicato che anche mamma è positiva, per fortuna asintomatica.

Le domande, senza risposte, che mi frullano in testa sono tante…

Finché la prassi era il controllo dei tamponi all’ingresso, la struttura di mamma ha contato solamente un paio di casi di positività. Al passaggio “di livello” del GP sono subito saluti i contagi? Possibile sia richiesto il GP+il tampone per l’accesso al cinema/teatro e non per le viste in RSA per tutelare gli ospiti?

Tralasciando la cospicua retta giornaliera che paghiamo per il benessere di mamma presso questa struttura, è possibile che legalmente queste strutture non debbano rispondere di tutti questi contagi? E poi …tutti i degenti vaccinati, tutto il personale è vaccinato e noi ci troviamo fuori dalla struttura fino a fine febbraio.

Sono certa che quello di mamma non sia un caso isolato, purtroppo ben poco si parla degli anziani che hanno veramente costruito il nostro futuro ed ora si vedono relegati da mesi in strutture senza poter vedere i loro cari e senza le adeguate precauzioni per il loro benessere, e non solo quello fisico.

L’isolamento emotivo li sta distruggendo. Pensateci!

Una risposta

  1. Sicuramente ti rispondera il nostro presidentissimo lavevaz che credo sia tornato dalle vacanze romane…a conti fatti abbiamo proprio un bel governo forse il migliore…c e assessore alla distruzione e assessore ai trattamenti speciali….l autonomia per questi esseri e solo per conservare le 36 seggiole dorate…anche la meta sarebbero pure troppe

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