La Neurochirurgia dell’Ospedale Parini di Aosta merita una particolare attenzione per le sue eccellenti competenze, costruite grazie a professionisti che hanno sviluppato e consolidato percorsi di crescita di altissimo livello, arricchiti da un bagaglio di esperienze sul campo tra i più diversi e imprevedibili. Si tratta di specialisti chiamati ogni giorno ad affrontare situazioni urgenti e complesse, spesso nello stesso turno di lavoro, con una presenza prolungata e una forza di carattere capace di sostenere uno stress psicofisico non indifferente, trovando poi ancora il tempo per passare personalmente a controllare i propri pazienti.
Un grazie ai neurochirurghi dott. Pier Federico Pretti, primario, e dott. Stefano Marasco. Straordinari davvero. La loro grande sensibilità dimostra e rafforza ancora di più il valore di questo eccezionale capitale umano.
Io non sono della regione, vengo da fuori, e premetto che il mio era un intervento importante, invasivo, complesso e ad alto rischio. Avevo tanta paura, ma questi straordinari medici sanno farti sentire un calore umano autentico e riescono a rassicurarti al punto che la paura lascia spazio alla fiducia che sanno trasmettere.
Un grazie e un abbraccio di cuore anche a tutto lo staff: dagli anestesisti e rianimatori, agli infermieri specializzati, al personale dell’assistenza post-operatoria e a tutti coloro che non ho nominato ma che fanno parte di questa catena di cura.
Aggiornamento post dimissioni dell’8 aprile 2026
Eccomi qui, dopo un periodo di degenza all’Ospedale Parini di Aosta, dove ho soggiornato in una camera con una splendida vista sul Monte Bianco innevato: bellissimo.
Vorrei ringraziare tutto il personale del reparto di Chirurgia vascolare, che offre davvero cure e attenzioni di ottimo livello. Grazie infinite.
Desidero esprimere un sentito e doveroso elogio allo staff medico, che ritengo tra i migliori, con una preparazione eccellente. Sanno il fatto loro sotto ogni aspetto: dal rapporto umano, caloroso ed empatico con il paziente, fino alla capacità di affrontare casi complessi, invasivi e ad alto rischio, come è stato il mio. Nel mio caso si sono dimostrati veri eroi, altamente professionali, con esperienze vastissime e capaci di muoversi in una gamma di situazioni molto diverse tra loro.
Credo che ciò dipenda anche dal fatto che in questa struttura arrivino, oltre ai pazienti locali, persone da tutta Italia, come me, con patologie differenti. Inoltre, in alcune stagioni, al Parini arriva un flusso importante di casi in estrema emergenza, a volte di estrema gravità: sciatori, alpinisti, lavoratori d’alta quota, feriti in incidenti stradali, turisti internazionali. Situazioni che possono congestionare le sale operatorie e mettere a durissima prova quelli che io definisco, senza esitazione, dei veri “super” neurochirurghi.
Per svolgere questo lavoro bisogna avere competenza, preparazione, sangue freddo, forza fisica e mentale, resistenza, capacità di decidere in pochi istanti e, allo stesso tempo, calore umano. Qui un neurochirurgo deve essere tutto questo. Anzi, deve essere molto di più: figlio, padre, marito, forse anche padrone di un amico a quattro zampe. In altre parole, anche un essere umano.
E ogni essere umano non è perfetto. Ma proprio per questo a queste persone dobbiamo riconoscenza, rispetto, stima, un abbraccio e un infinito grazie.
Con questo spirito io e la mia famiglia vogliamo ringraziare di cuore, con un forte abbraccio, i neurochirurghi che hanno eseguito il mio intervento, seguito il mio percorso e indicato la strada più appropriata.
Un grazie allo stimato responsabile e primario, dott. Pier Federico Pretti.
Un grazie allo stimato vice responsabile, dott. Stefano Marasco.
Io li vedo come un grande team. Forse loro direbbero di no, ma per me sono fortissimi. Sono grandi in tutti i sensi. Sanno reinventarsi in un istante pur di salvare una vita in più nelle giornate più difficili. I miei complimenti.
Un grazie anche alla stimata dottoressa Elisa Maffeo, che mi ha seguito molto bene nella prima fase del mio percorso. Un forte abbraccio.
Questi, e tanti altri, sono quei cari “omini in camice verde” che, quando ti risvegli dopo ore infinite e massacranti, sono ancora lì davanti a te, magari stanchi e sfiniti, ma pronti a chiederti: “Ciao, come stai? Che ne dici, ce l’abbiamo fatta?”. E tu, come è successo a me, sorridi e piangi dalla gioia di essere vivo.
Poi ci sono gli anestesisti, gli infermieri, gli assistenti, tutti insieme a comporre le squadre delle sale operatorie. A tutti voi va un sincero grazie e un abbraccio enorme, dal profondo del cuore.
Un meritato ringraziamento lo dedico anche a tutto il personale del reparto di Chirurgia vascolare e al suo responsabile, dott. Luigi Schiabello.
Un grazie di cuore a tutti.
Lettera firmata