Desidero porre una riflessione in merito a un recente concorso pubblico per il quale erano previsti 66 posti da C2, con concreta possibilità di ampliamento.
Dai risultati pubblicati oggi emerge che, a fronte degli oltre 250 candidati ammessi alla prova scritta, già più che dimezzati dopo una prova preselettiva, soltanto 44 sono risultati idonei. Questo dato, benché conscia che manchi ancora la prova orale, solleva già una domanda semplice ma rilevante: com’è possibile che una selezione pubblica, finalizzata a coprire un fabbisogno così significativo di personale, produca un numero di idonei inferiore ai posti disponibili?
Non si tratta di mettere in discussione il principio della selezione meritocratica, che deve rimanere centrale, ma di interrogarsi sull’equilibrio tra il livello di difficoltà delle prove e gli obiettivi concreti della pubblica amministrazione. Una selezione eccessivamente restrittiva rischia infatti di non rispondere alle esigenze reali degli uffici, lasciando scoperti posti necessari e rallentando i servizi ai cittadini.
A questo si aggiunge un tema di utilizzo delle risorse pubbliche: l’organizzazione di un concorso comporta costi economici e organizzativi rilevanti, che dovrebbero tradursi almeno in un’effettiva copertura dei posti messi a bando. Allo stesso tempo, anche i candidati investono tempo, energie e risorse nella preparazione e nella partecipazione alle prove: un sistema di selezione sbilanciato rischia di disperdere questo impegno senza produrre benefici proporzionati per la collettività.
Alla luce di questi elementi, sarebbe auspicabile una riflessione da parte degli enti competenti: le modalità di selezione adottate sono realmente coerenti con il fabbisogno di personale e con l’efficienza amministrativa?
Una cittadina
16 risposte
L’intervento c’e’ stato e ha fatto riferimento alla l.r. 29/2025 art 3 comma 6 che qui riporto:
“Al fine di non disperdere e di valorizzare le professionalità acquisite dal personale assunto, con rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato, mediante le procedure selettive pubbliche bandite per il rafforzamento amministrativo delle strutture organizzative regionali impegnate nell’attuazione dei progetti finanziati con risorse a valere sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e sul Piano nazionale degli investimenti complementari al PNRR (PNC) ai sensi dell’articolo 7 della legge regionale 21 dicembre 2022, n. 32 (Legge di stabilità per il triennio 2023/2025), la Regione può procedere, entro il 31 dicembre 2026, alla stabilizzazione del medesimo personale in servizio alla data di pubblicazione dell’avviso di selezione”
Come dire, era già tutto previsto?
Sorge il dubbio che anche il numero degli idonei lo fosse….
Si parla di questa discussione in Consiglio.
Interpellanza all’ordine del giorno (N. 33) del 22/04/26.
Per non danneggiare chi si è effettivamente preparato — come qualcuno di voi ritiene, circostanza che, se vera, sarebbe gravissima —, se fossi un’autorità valuterei l’opportunità di avviare accertamenti, acquisendo tutti gli elaborati scritti e facendoli analizzare da una commissione di periti esterni. Il lessico, la grammatica, l’analisi logica e il contenuto delle risposte potrebbero fornire utili elementi di valutazione. Cercherei inoltre di verificare l’eventuale presenza di ingerenze esterne, anche di natura politica. Qualora emergessero incongruenze tra il livello degli elaborati e quello dei candidati ammessi, ciò costituirebbe un elemento da approfondire. In presenza di irregolarità accertate, si procederebbe nei modi previsti dalla legge; in caso contrario, si disporrebbe l’archiviazione. Non può più bastare dire: «Fate ricorso al TAR».
Infatti, siccome è molto anomalo, dovrebbero interpellare una nuova commissione e rifare rivalutare gli scritti come e’ già successo in altre Regioni.
Costerebbe molto meno, piuttosto di ripartire da zero con un nuovo concorso.
Forse solo una mole di argomenti più grande rispetto agli ultimi concorso per analoga posizione?
Oppure tracce che, in alcuni casi almeno, si prestavano ad interpretazione e quindi a finire fuori traccia?
Un’ammessa all’orale
Prima di alzare scudi da una parte e dall’altra chiedo: quanti si sono presentati alla prima prova?
Ho partecipato al concorso io stesso e alla preselettiva eravamo circa 1.000 candidati, passati alla prova scritta in 252
Era comunque un bando accessibile ai diplomati, come il sottoscritto, quindi l’affluenza era sostanziosa.
È la prima volta che sento uno squallore del genere.. abitualmente si arriva ad una vera graduatoria, alcuni addirittura idonei fuori graduatoria… Questa volta non hanno ritenuto idonei neanche 66 persone, e sicuramente, come accade sempre, i posti sarebbero aumentati dai 20 ai 30 come minimo.. più di 200 persone non sono arrivate alla sufficienza? Com è possibile? E questi 44 sono davvero preparati o sono arrivati li grazie a conoscenze varie? E poi la commissione quanta è stata pagata? Ora che si fa, un nuovo concorso? Una nuova commissione da pagare? Senza contare l affitto del locale in cui si svolgono le prove…. Complimenti davvero! Grazie Regione per questo spreco di denaro, e per l’ incapacità di valutare persone che comunque, ricordiamoci, che per passare una preselezione devono prepararsi su ben 5materie. Ma ovvio, con la crocetta non si possono fare preferenze, negli scritti e negli orali la valutazione è soggettiva.
Queste lettere non le capisco ma dico la mia…probabilmente ne passano pochi perché pochi sono preparati…forse bisognerebbe smettere di dare la colpa sempre agli altri e rimboccarsi le maniche. È chiaro che l’amministrazione spende soldi e utilizza molte risorse per l’espletamento di un concocorso ma un livello MINIMO di preparazione per garantire un minimo di professionalità nel lavoro dovrebbe esserci quindi, com’è giusto che sia, passa chi ha studiato e conosce la materia.
Saluti
La invito a effettuare un’attenta analisi degli atti relativi alle procedure concorsuali per l’assunzione in categoria C2 degli ultimi 10 anni, confrontandone il livello di difficoltà con quello delle prove oggetto del presente concorso.
Alla luce di tale confronto, ritengo che il riferimento a un livello “minimo” di preparazione non sia adeguato né coerente con la complessità effettivamente riscontrata.
Saluti.
Perché quando studi a memoria la legge 241/90 sei automaticamente in grado di scrivere delibere e provvedimenti dirigenziali. Certo.
Quando studi a memoria il codice degli appalti impari a usare Place-Vda e MEPA ancora prima di loggarti al sito. Vero.
Vi prego, smettiamola di dire tra le righe che studiare a pappagallo rende una persona capace e competente. Non è così.
Se così fosse avremmo delle PA impeccabili e ahimè non è esattamente così.
Questa modalità di fare concorsi è antica.
Superiamola, grazie.
Non sono d’accordo. C’è un’evidente sproporzione tra la difficoltà delle domande e il livello professionale richiesto. Ricordiamoci che sono concorsi per DIPLOMATI, quindi bisogna tener conto del livello dei diplomati. Certo, c’è anche chi si presenta con la laurea, ma non bisogna alzare il livello solo perchè c’è qualcuno che è eccellente.
Quando le materie da studiare sono tante e difficili, bisognerebbe quanto meno porre delle domande fattibili, oppure, se proprio le vuoi fare difficili, devi poter chiudere un occhio e far passare chi ti dimostra di aver studiato, che risponde alle domande anche se non proprio come vuoi tu. Perchè ricordiamoci che non possiamo leggere nella mente della commissione, non si può sapere esattamente cosa si aspettano che rispondiamo. Quindi bisogna considerare anche i sacrifici e gli sforzi di persone diplomate che magari vengono da tutt’altro settore, si rimboccano le maniche per studiare e poi si ritrovano delle domande assurde. E’ una presa in giro.
Ma evidentemente c’è un tornaconto per le amministrazioni se rifanno continuamente concorsi, visto che fanno pagare la tassa concorsuale.
Trovo che le commissioni vogliano un livello impossibile per chi è soltanto diplomato, e aggiungo anche che molte persone che lavorano nelle PA, assunte originariamente come cuochi, bidelli, autisti e poi passati in ufficio, non sanno nemmeno la metà delle cose chieste nei concorsi di oggi. Cosa significa questo? Che alla fine sì, sapere la teoria è importante, ma le cose le impari facendole, al lavoro, come tutto.
Meglio avere una graduatoria più ristretta ma composta da candidati competenti, oppure coprire tutti i posti disponibili attraverso una selezione più semplice, con il rischio di assumere persone meno adatte?
È un dilemma tutt’altro che banale.
Ho partecipato a questo concorso, così come avevo già fatto due anni fa con quello regionale (sempre livello C2). Ammetto che, in quella prima occasione, la mia preparazione non fosse eccellente. Questa volta, invece, ho dedicato un impegno enorme: notti insonni e ore interminabili di studio, per poi non riuscire nemmeno a superare la prova preselettiva.
Ritengo che questo concorso, pur essendo destinato a un livello C2 e non a laureati, presentasse un grado di difficoltà eccessivo. Le materie erano numerose e tutt’altro che semplici, ma ciò che ha reso l’esperienza ancora più frustrante è stata l’organizzazione, decisamente carente.
Ho partecipato ad altri concorsi (circa 4 o 5) e, in tutte quelle occasioni, la commissione si è sempre presentata ai candidati, spiegando in modo chiaro ed esaustivo le modalità della prova. Inoltre, durante le fasi di identificazione, erano presenti almeno 3 o 4 addetti, a differenza delle sole due persone presenti in questo caso. Questo ha comportato tempi di attesa eccessivamente lunghi prima dell’inizio ufficiale.
Ancora più grave è stato il divieto di accesso ai servizi igienici prima dell’avvio della prova, una situazione che non mi era mai capitata prima. Considerando che i candidati arrivano generalmente con largo anticipo (30–40 minuti) e che si è aggiunta quasi un’ulteriore ora di attesa, è del tutto comprensibile la necessità di usufruire dei servizi. Trovo quindi inaccettabile che un’esigenza così basilare venga ignorata, mettendo i candidati in una condizione di evidente disagio.
Beh sai sono più importanti i 10 euro che si intascano indipendentemente da chi passa e chi no . Loro ormai hanno incassato. È triste ma purtroppo è così e questo ormai è lampante……
La scienza è al punto di individuare disturbi della personalità, figuriamoci se non lo è per verificare la preparazione di una persona che partecipa ad un concorso! Non si vogliono somministrare test oggettivi e obiettivi perché il potere decisionale perderebbe il controllo. La complessità di un sillogismo è superiore alla conoscenza di un articolo di legge. I voti che avete preso, ve li hanno mostrati? Le domande erano chiare? Nelle domande gli articoli erano quelli giusti?