Montagna e dintorni

Ultima modifica: 3 Giugno 2019 13:44

Mascognaz, piccolo sogno dal fascino antico

Ayas - Le guide di Guide Trek Alps ci accompagnano questa volta in una piacevole gita adatta a tutti, in uno dei valloni più belli della nostra Regione. Una passeggiata perfetta da fare nel pomeriggio, magari portandosi con sé una cena al sacco.

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La prima volta che salii su per questo vallone fu circa 15 anni fa. Il ricordo da quel giorno è rimasto indelebile nella mia mente, messo da parte in un piccolo cassetto pronto a riemergere nei momenti più bui.
Questo è il ricordo della mia prima volta nel Vallone di Mascognaz: un piccolo angolo di paradiso rimasto intatto nei secoli; un piccolo agglomerato di vecchie baite walser dismesse e decadenti ma con la fierezza del tempo incisa sulle proprie pareti di legno; un luogo dove chi crede nella Natura trova la sua dimensione e diventa parte integrante di essa; un luogo dove potersi innamorare e perdersi nel tempo.
Oggi le cose sono cambiate, ma il fascino di un tempo è rimasto intatto.

Per poter raggiungere Mascognaz si parte a piedi dalla frazione di Amponey, situata poco prima di Champoluc. Da qui si attraversa il ponte e si prende il sentiero numero 14B che sulla sinistra sale su per il bosco. Non bisogna farsi impressionare dalle prime decine di metri che salgono un po’ ripide perché il resto del percorso è molto facile e adatto a tutti. In un attimo si entra in un bosco misto di Abete rosso, Larice e Pino cembro. Quest’ultimo è una conifera caratteristica di queste vallate che nel tempo ha costituito parte integrante della cultura e delle tradizioni locali. Con il suo legno infatti, oltre a costruire mobili dal tipico color rossastro, si creavano i famosi Sabot, zoccoli di legno usati da tutti in tempi non troppo lontani; inoltre a tutt’oggi con le sue pigne si fa il famoso sciroppo chiamato Aravis, dal nome in patuà di quest’albero, Arolla. Questi boschi trasmettono sempre qualcosa di magico e misterioso, come se fossero popolati da piccoli invisibili folletti.

La passeggiata è adatta a tutti in quanto le pendenze del sentiero non sono mai eccessive. In effetti così doveva essere anche un tempo. Questo non è altro che un segno di quanto Mascognaz fosse abitata e che i sentieri di accesso erano percorsi da persone e muli da soma durante tutto l’anno. Lungo la salita infatti si incontrano anche diverse cappelle votive, luoghi di sosta dove riposare e dove un tempo ci si fermava a pregare per chiedere sostegno nella dura vita di montagna. Nei dintorni della prima cappelletta si incontra un altro sentiero che sale da sinistra direttamente da Champoluc. Leggermente più ripida, questa può essere una valida alternativa per la via del ritorno, permettendoci un giro ad anello, con l’ultimo tratto per rientrare alla macchina lungo il torrente Evenson.

Continuando la nostra passeggiata, si esce dolcemente dall’ombra degli alberi per arrivare ad uno stupendo pascolo alpino. Con pochi tornanti si supera un altro tratto di pendio e nelle vicinanze di un’altra cappelletta lo sguardo si allontana intravedendo al fondo della radura il piccolo villaggio di Mascognaz. Questa distesa verde si riempie in questa stagione di migliaia di colori e piccoli fiori, rendendo questo luogo un paradiso di biodiversità. Con un po’ di attenzione dopo poche decine di metri sulla sinistra, salendo si può intravedere in un vecchio Larice un grosso buco di forma quasi rettangolare posizionato ad almeno 15 metri da terra. Senza ombra di dubbio è stata la casa di una famiglia di Picchi neri, che ha trovato in questa vecchia pianta, il luogo ideale dove portare avanti la propria specie. Oggi ormai abbandonato, potrebbe esser rifugio di Martore, Civette o Scoiattoli rossi, animali opportunisti nell’utilizzare il lungo lavoro di altri animali.

In men che non si dica si arriva nel piccolo gioiello di Mascognaz. Quello che era il sogno diventa realtà e ci si trova immersi nella storia e nella tradizione. Con grande maestria e attenzione per i particolari tutto il villaggio è stato recuperato per farlo diventare un Hotel di alto livello, dettaglio che quasi non si nota attraversando i suoi stretti cunicoli.
Per apprezzare meglio questo luogo si consiglia vivamente di proseguire per altri 10 minuti, infilarsi nel vallone e salire sulla sinistra orografica, chiudere gli occhi, girarsi, sedersi, respirare e riaprire gli occhi per godersi a pieno lo spettacolo di questo luogo. Vi sembrerà di esser saltati dentro un sogno, come in uno dei quadri di Mary Poppins. Sullo sfondo la magnificenza del Monte Rosa, e sotto il villaggio di Mascognaz circondato dal bosco e dalle montagne. Un’immagine che rimarrà per sempre indelebile nei ricordi, che avrà bisogno di un cassetto della memoria dove esser custodita.

Date previste: Tutto l’anno
Dislivello: 309 m
Quota di partenza: 1553 m
Quota di arrivo: 1837 m
Tempo di percorrenza: mezza giornata
Info e prenotazioni info@guide-trek-alps.com

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