Paura di perdere soldi investendo? Diversifica

La diversificazione finanziaria non è la semplice suddivisione dei tuoi soldi in due banche, tra la banca e la posta o ancora tra la banca, la posta e l’assicurazione. Non è diversificare nemmeno acquistare a caso azioni, obbligazioni, fondi comuni di investimento o peggio ancora polizze assicurative.
Diversificazione
Soldi a parte

C’è un mestiere che all’apparenza può sembrare semplice e monotono, ma che in realtà nasconde molte insidie: è il mestiere del traduttore. Ho sempre pensato che fosse un lavoro semplice. Conosci perfettamente una lingua, traduci da una all’altra e il gioco è fatto. Questo è quello che si vede in superficie ma in profondità è tutta un’altra storia. Ci sono parole che non si possono tradurre o che semplicemente non esistono in altre culture e in altri mondi. Sono i Realia.

Uno chef italiano che apre un ristorante a Shanghai come scrive sul menù la parola “spaghetti”? Oppure come si traducono le parole marines, crêpes o balalajka? I realia sono delle parole che identificano non solo un oggetto, una situazione o un luogo ma, identificano una cultura, un popolo. Dai realia si può far emergere un senso molto più ampio perché sono parole che non hanno corrispondenze specifiche.

Ho immaginato il mondo finanziario, come un mondo e una cultura a parte, dove il suo “popolo” è abituato a parlare un suo dialetto con i suoi realia. Esiste una parola che più di altre è difficile da tradurre affinché arrivi al suo significato più profondo ed è: diversificazione finanziaria.

Per i tecnici è una parola ovvia e negli Stati Uniti è usata almeno dagli anni ’60. Al di fuori della cultura finanziaria però è semi sconosciuta o molto spesso fraintesa. In particolare, per il risparmiatore italiano, fino a 15/20 anni fa, non era una parola indispensabile da conoscere.

Non c’era bisogno di alcuna diversificazione per i propri investimenti finanziari bastava acquistare titoli di Stato (BTP o BOT), buoni fruttiferi postali, azioni di alcune banche e tutto era garantito dallo Stato. Erano strumenti finanziari che all’apparenza rendevano molto e addirittura sembrava fossero a rischio zero (ne avevo già parlato in questo articolo).

Piano piano la situazione è tornata alla normalità. Dagli anni 2000 ci siamo ricordati che le aziende, le banche e anche gli Stati possono fallire. Da quel momento, anche in Italia, si è iniziato a parlare di diversificazione ovvero il meccanismo con cui si può ridurre al minimo il rischio.

Rischio che in finanza, a differenza del rischio del casinò, non vuol dire vinco (raddoppio) o perdo (perdo tutto). Nei prossimi articoli affronterò anche questo tema.

Come si traduce il “realia” diversificazione finanziaria?

Facciamo un esempio: quando il medico ti dice di mangiare frutta e verdura tu non puoi mangiare solo mele rosse, gialle e verdi e zucchine lunghe o tonde. Meglio di niente ma non è sufficiente.

Devi fare in modo che il tuo organismo ingerisca in una giornata tutti gli elementi nutritivi di cui ha bisogno. Al tempo stesso, mangiare variegato serve anche per non concentrare solo alcuni elementi nutritivi che, se ingeriti in quantità elevate, possono addirittura essere dannosi.

Per i tuoi risparmi vale la stessa cosa. La diversificazione finanziaria non è la semplice suddivisione dei tuoi soldi in due banche, tra la banca e la posta o ancora tra la banca, la posta e l’assicurazione. Non è diversificare nemmeno acquistare a caso azioni, obbligazioni, fondi comuni di investimento o peggio ancora polizze assicurative.

Diversificare vuol dire suddividere i propri risparmi, attraverso una strategia di investimento precisa, in quelle che vengono chiamate asset class:

  • azioni
  • obbligazioni
  • liquidità
  • beni reali (materie prime e immobili)

Meglio di niente ma, non è sufficiente. Proprio come mangiare solo mele e zucchine.

Queste categorie, le asset class, come la frutta e la verdura, hanno a loro volta delle sottocategorie ed è opportuno saperle bilanciare. Diversificare tra asset class è molto complicato ma, esistono strumenti molto semplici (fondi comuni di investimento o ETF) che servono a questo scopo.

Una corretta diversificazione presuppone il fatto che ogni asset class sia a sua volta divisa per:

  • valute – avere tutti i risparmi in euro potrebbe non essere una scelta corretta
  • aree geografiche – il nostro è un bel paese ma non concentrare tutto in Italia
  • settori merceologici – tecnologia sì, ma esiste anche altro
  • orizzonti temporali – breve, medio e lungo periodo

Tutti gli scandali finanziari che i media costantemente ci ricordano, maestre, pensionati e imprenditori che hanno perso tutto “investendo” i loro risparmi di una vita, non sarebbero mai accaduti se queste persone avessero seguito il principio base degli investimenti finanziari: la diversificazione.

Non sto dicendo che sia colpa loro, in quelle situazioni c’è un enorme conflitto di interesse da parte delle banche, voglio solo precisare che basta veramente poco per scongiurare il peggio.

Diversificare è semplice ma solo in pochi, pochissimi lo fanno. Non è garanzia di risultato, però ti mette nella condizione di diminuire di molto la possibilità di sbagliare.

Anche mangiare sano è facile ma guarda caso l’obesità è una grossa piaga del nostro tempo. Non è solo questione di fare le cose ma, di avere la volontà e la costanza di metterle in pratica.

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