Shrinkflation: come pagare di più per avere di meno

La shrinkflation è un'inflazione al contrario, una tecnica che rende molto difficile la comparazione dei prezzi, una "droga" che altera la percezione dei prezzi da parte del consumatore.
Shrinkflation
Soldi a parte

Siracusa, III secolo A.C.

Il tiranno Gerone, commissiona all’orafo della città una corona d’oro. A lavoro finito, Gerone ha il sospetto di essere stato ingannato. L’ha pagata come se fosse d’oro puro, ma crede che l’orafo l’abbia fatta con una lega meno preziosa. In città risiede lo scienziato Archimede, al quale il tiranno chiede aiuto per svelare l’arcano.

Archimede non sa che di lì a poco scoprirà quello che verrà ricordato come “Principio di Archimede”. Un giorno, entrando nella sua vasca da bagno, Archimede ha l’illuminazione: un corpo immerso in un fluido riceve una spinta dal basso verso l’alto pari al peso del volume di fluido spostato. Inizia a correre per le strade della città nudo, in cerca di Gerone, gridando: “EUREKA, EUREKA”. Ho trovato, ho trovato.

Da qualche anno a questa parte, il prezzo delle materie prime è aumentato e di conseguenza, per le aziende, sono aumentati i costi di produzione. Se produrre costa di più, anche i prezzi dei beni e servizi aumentano, scaricando così l’onere sui consumatori.

Questo però sarebbe troppo evidente per i consumatori stessi che non accetterebbero di buon occhio la cosa, visto che i salari non aumentano proporzionalmente all’aumentare del costo della vita.

Quindi come fare?

Ridurre le quantità di prodotto e tenere inalterati i prezzi.

Eureka! Eureka!

Il consumatore paga la stessa cifra, o poco più, e non si accorge di qualche grammo di prodotto in meno, almeno questo è quello che si aspetta il produttore.

E tu pagheresti lo stesso prezzo per un prodotto più piccolo?

Scommetto di no, eppure lo stai già facendo.

Non è illegale, è solo subdolo.

Questa pratica si chiama shrinkflation ed è un’inflazione al contrario, una tecnica che rende molto difficile la comparazione dei prezzi.

La shrinkflation è una droga che altera la percezione dei prezzi da parte del consumatore.

Mi sono accorto per la prima volta di questo fenomeno quest’estate al mare. Un misero Magnum Algida l’ho pagato 2,10 euro e un estathè in bottiglia da 400 ml, 3 euro.

L’anno scorso una bottiglia di estathè da 500 ml al bar costava sempre 3 euro. Quest’anno il prezzo non è cambiato ma la bottiglia si è ridotta.

Ecco l’effetto shrinkflation nella quotidianità.

Posso dire che ho pagato il thè il 20% in più al litro oppure che ho acquistato il 20% in meno di prodotto pagandolo lo stesso prezzo.

Il risultato non cambia.

Come dicevo sopra, la percezione è che i prezzi siano stabili, ma in realtà, se viene offerto meno prodotto, automaticamente il costo sale.

Credo che a nessuno cambi la vita 100 ml in meno di thè, però se doveste lavorare 40 ore settimanali, ma anziché a fine mese ricevere i soliti 2 mila euro ne riceveste 1600, ovvero il 20% in meno, sareste contenti?

Sono andato a vedere dal 2002, con l’entrata in vigore dell’euro, ad oggi quanto sono variati i prezzi dei gelati Algida:

  • Magnum da 1,20 euro a 2,10 euro +75%
  • Cornetto da 0,90 euro a 1,80 euro +100%
  • Croccante da 0,8 euro a 1,30 euro +63%
  • Cremino da 0,55 euro a 1,30 euro + 135% 

Schermata alle

In questo caso l’aumento del prezzo ( inflazione ) si somma all’effetto shrinkflation ( il Magnum è passato dagli 86gr del 2002  ai 70gr di oggi ), un mix devastante.

Se sommate l’aumento del prezzo con la diminuzione della quantità, quel Magnum lo state pagando 30 euro al kg circa, nel 2002 lo pagavate 14 euro al kg. Un aumento del 120%.

Svolta salutista delle aziende? Non proprio!

Ecco altri prodotti che hanno subìto la stessa sorte:

  • fazzoletti ( 9 per pacco anziché 10 )
  • Cioccolato
  • Vari snack e patatine
  • Cibi in scatola
  • Passate di pomodoro
  • Acqua
  • E molti altri…

In un altro articolo ho spiegato come l’inflazione eroda il potere d’acquisto a causa di un aumento dei prezzi dei beni e servizi.

L’inflazione può manifestarsi in tanti modi, alcuni sono diretti altri sono talmente subdoli che non ce ne rendiamo nemmeno conto.

Quello che dovete sapere è che l’inflazione in un modo o nell’altro esiste, sempre, e il suo effetto sulle nostre vite è reale.

Per questo motivo è opportuno prima imparare a risparmiare e poi imparare ad investire in modo corretto, attraverso il mercato azionario che è l’unico che vi ridarà indietro il potere d’acquisto dei vostri risparmi nel lungo termine.

L’alternativa è tenere i soldi sul conto corrente in attesa che vengano spolpati dall’inflazione, piano piano.

Però, investire senza sapere come e perché farlo può essere più dannoso che non fare nulla. Attenzione quindi alle pressioni commerciali, ai cugini esperti di trading, ai cripto guru e ai prodotti spazzatura come per esempio obbligazioni subordinate di banche fallite.

D’altro canto, lasciando i soldi sotto il materasso, questi varranno sempre meno e potrete permettervi meno beni e servizi in futuro.

Nei prossimi 10/20 anni il vostro “gruzzolo” si eroderà del 25% o addirittura del 50% senza che nemmeno ve ne accorgiate. Investire in modo coscienzioso i propri risparmi è l’unico modo per evitare che questo accada.

Se ti interessano questi argomenti, ogni settimana scrivo articoli e email riservate ai miei clienti che ho deciso di estendere anche ai lettori di AostaSera. Se vuoi riceverli visita la mia pagina dedicata.

0 risposte

  1. Vogliamo parlare della birra media che da 0.5 non si trova quasi più, sostituita dai boccali da 0.4? 🙁

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