Non è la legge elettorale perfetta ma una mediazione. E’ il messaggio che accompagna il varo di oggi da parte del Consiglio regionale (32 voti a favore, M5S e Padovani contrari) della riforma della legge elettorale che introduce un premio di 21 seggi alla lista o coalizione che raggiunge il 42% dei voti, oltre al 30% di donne in lista (oggi sono il 20%). Bocciati gli emendamenti di Padovani e Guichardaz sulla doppia preferenza di genere e quello sulla preferenza unica proposto da Bertin (a favore Padovani, Contoz, Bertin e il M5S).
Illustrando la proposta di legge il relatore Nello Fabbri di Uvp ha spiegato come “questa legge si rivolge soprattutto alla partecipazione e alla consapevolezza degli elettori, perché è demandata a loro la scelta fondamentale se avere una maggioranza maggioritaria o proporzionale. Quindi è una responsabilizzazione importante”.
Il Presidente della I Commissione Alberto Bertin, a cui è stato riconosciuto dai colleghi il ruolo di aver favorito l’intesa, non ha nascosto la propria delusione per la riforma definita “lo specchio di questa legislatura” e che “interviene soltanto su alcuni aspetti confermando l'impianto attuale, in particolare il mantenimento delle tre preferenze.” Critico anche Jean-Pierre Guichardaz del Pd-Sinistra Vda: “La questione di genere purtroppo non entra nel discorso politico”.
Per il M5S la legge attuale "andava più che bene – ha sottolineato Roberto Cognetta – anche se è un po' troppo elevata la soglia di ingresso, ma con queste modifiche non facciamo altro che ridurre lo spazio per le opposizioni”. All’estremo opposto la posizione di Elso Gerandin di Mouv: “La cosa peggiore per la politica valdostana sarebbe tornare alle elezioni con l'attuale legge elettorale”.
Il Presidente della Regione Marquis ha ricordato come “Lo sforzo fatto è di mediazione ed è importante avere la capacità di condividere le medesime preoccupazioni rinunciando a qualche posizione personale per pervenire al miglior risultato possibile”.
Altra novità della prossima tornata elettorale sarà l’introduzione a livello sperimentale dello spoglio centralizzato: quattro i poli previsti: Saint-Pierre per il Polo Alta Valle (che comprende i comuni appartenenti alle Unités des communes valdôtaines Valdigne-Mont-Blanc, Grand-Paradis e Grand-Combin, composto da 19 uffici di scrutinio), Fénis per il Polo Media Valle (i comuni appartenenti alle Unités Mont-Emilius e Mont-Cervin con 26 uffici di scrutinio), Verrès per il Polo Bassa Valle (i comuni appartenenti alle Unités Evançon, Mont-Rose e Walser con 16 uffici di scrutinio) e Polo del Comune di Aosta (con 22 uffici di scrutinio). La proposta è stata approvata con il solo voto contrario del M5S. L’Uv che in commissione si era astenuta ha votato a favore pur continuando a sottolineare i propri dubbi, così come l’Epav. “E’ unicum – ha detto Augusto Rollandin – nessuno ne ha esperienza”-
