Ad Aosta la protesta contro il caro vita e contro l’aumento delle indennità amministrative passa da una raccolta firme e da un questionario civico rivolto direttamente ai cittadini. È questa la doppia iniziativa presentata da Uniti a Sinistra (Area Democratica Gauche Autonomiste, Movimento 5 Stelle, Partito della Rifondazione Comunista e Risorgimento Socialista) nel corso di una conferenza stampa convocata martedì 12 maggio.
Con una raccolta firme i movimenti chiedono il ritiro della delibera del Comune di Aosta del 29 ottobre 2025, relativa all’aumento delle indennità degli amministratori locali e la destinazione delle risorse “alle fasce più deboli” e al potenziamento dei servizi pubblici essenziali.
“Si viene eletti per migliorare la situazione, mentre il primo atto di questa amministrazione è stato l’aumento delle indennità, dimenticandosi dei cittadini e dei loro problemi” ha evidenziato Raimondo Donzel.
Il questionario, aperto a tutti, nasce per raccogliere “indicazioni, priorità e urgenze sociali, economiche e territoriali direttamente dai cittadini della comunità regionale”. Secondo i promotori, si tratta di uno strumento per costruire proposte fondate sull’ascolto diretto del territorio e su una maggiore partecipazione democratica.
“Le decisioni nelle stanze chiuse non ci appartengono, vorremmo capire cosa pensano i territori e far emergere le loro priorità per portarle su un tavolo di lavoro progressista”, ha spiegato Ivan Palmieri, sottolineando la volontà di avviare un percorso di “elaborazione dal basso”.
Nel mirino di Uniti a Sinistra anche la situazione economica e sociale vissuta da molte famiglie valdostane, tra rincari e difficoltà quotidiane. I promotori hanno parlato della necessità di uno “scossone a un sonnambulismo generale”, richiamando gli aumenti inflazionistici, dei carburanti, dell’elettricità, del gas e dei beni di prima necessità.
Non sono mancati riferimenti politici all’attuale amministrazione cittadina e ai rapporti con il sindaco Raffaele Rocco dopo il ballottaggio. “Noi ci siamo spesi ufficialmente per sostenere al ballottaggio questo sindaco, però da allora abbiamo perso ogni contatto”, ha aggiunto ancora Raimondo Donzel. Un concetto ribadito anche da Francesco Lucat, che ha ricordato il sostegno garantito da alcune forze della sinistra durante il successivo ballottaggio.
Second Uniti a Sinistra, il questionario rappresenta anche un modo per riportare i cittadini al centro dell’azione politica. “Per una volta vogliamo rendere protagonisti i cittadini, sottoponendogli un elenco di problematiche con cui si confrontano ogni giorno, per farci indicare le loro priorità”, ha concluso Carmela Fontana.
Le iniziative, hanno spiegato gli organizzatori, vogliono aprire un confronto pubblico sui temi che incidono maggiormente sulla qualità della vita: casa, lavoro, sanità, mobilità, ambiente e partecipazione democratica.
Di Francesca Stroppa

5 risposte
In questi ultimi tempi si sta concretizzando la più oscura delle paure che una persona che svolge una vita normale teme:
Il completo distacco dai loro rappresentanti politici ma non solo. Dobbiamo subire anche la loro tracotanza.
Se contrari ad una norma, si fanno le dovute affermazioni nelle dovute sedi e poi la questione finisce lì.
E invece?
Siccome l’argomento suscita polemiche ed interesse da parte dell’opinione pubblica, si acchiappa lo stendardo e si cavalca l’onda della rabbia del momento!
Ridicoli.
Un plauso all’analisi , reale ed impietosa, di Olivier.
Grazie Monsieur 👍🏻
Scusate, c’erano errori nel testo.
Perché non ci si chiede il motivo dei miseri numeri delle forze politiche della sinistra odierna? PCI e PSI hanno raggiunto cifre da alternativa di sinistra e hanno governato per decenni grandi regioni e grandi città tenendo dritta la barra del timone su: casa, lavoro, sanità, scuola e servizi, le forze (mica tanto forze in realtà) di sinistra di adesso si occupano solo di antifà, green, lgbt e immigrati e si concentrano in inutili attacchi personali o su flotille varie. Senza una presa di coscienza dell’errore storico che è stato abbandonare il socialismo e senza un cambio di rotta il risultato sarà sempre minimo e, come successo qualche anno fa al PD, l’estromissione dai consigli elettivi.
Perché l’hanno sostenuto al ballottaggio? Era chiaro da miglia che non fosse di sinistra (e l’UV con lui).