"La situazione è ormai insostenibile. Ad oggi sono state pagate le sole misure relative ai premi sugli animali (benessere animale, razze in via d’estinzione), mentre per le misure a superfici risultano pagate pochissime posizioni". A riportare i riflettori sulla difficile situazione economica che interessa gli agricoltori è la Confederazione Italiana Agricoltori di Aosta.
"L’autunno, per la zootecnia valdostana, è sempre stato sinonimo di festa e di defaticamento dai pesanti lavori estivi d'alpeggio e di fienagione. Periodo che raggiunge il proprio apice negli ultimi dieci giorni di ottobre con il combaciare di eventi molto sentiti dal settore, come ad esempio la Finale regionale delle Battailles de Reines, del "Trophée Ville d'Aoste" dei Moudzons, le rassegne comunitarie, ecc. Periodo che, in altri tempi – ricorda l'associazione di categoria – era accompagnato anche dal giungere dei pagamenti degli indennizzi legati all'allora Verde Agricolo, che permetteva alle aziende zootecniche di programmare la lunga stagione invernale".
La Confederazione Italiana Agricoltori di Aosta denuncia quindi un "rimpallo di responsabilità tra la regione Valle d’Aosta/AreaVDA da una parte ed Agea dall’altra".
"Il risultato è che le aziende valdostane, a distanza di 2 anni, attendono ancora i premi spettanti a fronte di impegni mantenuti nel 2015, 2016 e 2017" prosegue la nota – "Questa situazione sta mettendo a rischio la sopravvivenza di molte aziende, a cui si aggiungono le problematiche alle difficoltà dovute alle gelate tardive della scorsa primavera che costringono gli allevatori ad investimenti non previsti i quali vanno a ripercuotersi con un aumento dei costi, nonostante i prezzi dei prodotti zootecnici risultino essere in flessione. Il mancato pagamento dei contributi PSR non fa che peggiorare il quadro economico."
L'Associazione con il suo presidente Gianni Champion chiede alla Regione di "intervenire in modo risolutivo sulla vicenda, mettendo in campo il proprio peso politico al fine di sbloccare definitivamente i compensi non erogati alle aziende valdostane".
La Cia solleva poi nuovamente la questione Dar 2015, l'accesso alla riserva nazionale dei titoli. Nel dicembre scorso Agea ha riaperto, in deroga, le domande di accesso alla riserva 2015 "richiesta con forza per prima da CIA a cui si sono accodate le altre organizzazioni agricole" perché le "norme non chiare avevano creato discriminazione tra le aziende ed allo scopo “di garantire parità di trattamento e di evitare l’insorgere di un possibile contenzioso tra i beneficiari e l’OP Agea”. A febbraio 2017 però Agea comunicava di non "avere risorse disponibili per l’assegnazione dei diritti da Riserva a favore delle aziende che avevano presentato la domanda a dicembre 2016".
La soluzione individuata, che andrà però autorizzata dalla Commissione europea, è di "un aumento retroattivo al 2015 del plafond della Riserva Nazionale".
"in ogni caso, questi diritti dovranno alla fine essere riconosciuti alle aziende – evidenzia Champion – anche se dovremo fare una lunga battaglia in tribunale".
