La Valle d'Aosta isola felice non esiste più, non solo per gli italiani ma anche per gli stranieri. L'emorragia di residenti stranieri è inarrestabile: -2,6% nel 2016.
Nel 2013 i cittadini di nazionalità non italiana erano 9.333 mentre a fine 2016 sono diventati 8.257 (7.741 se si escludono i cittadini appartenenti all’Ue a 15 e alla Svizzera), pari al 6,5% della popolazione regionale, oltre 4 punti percentuali in meno rispetto alla media delle regioni del Nord-Ovest (10,6%) e quasi 2 rispetto alla media nazionale (8,3%).
Un trend negativo cominciato proprio negli anni in cui la crisi economica ha iniziato a picchiare duro anche nella nostra regione.
A fotografare la presenza di stranieri in Valle d’Aosta è il Dossier Statistico Immigrazione 2017, curato dal Centro Studi e Ricerche IDOS per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il calo di residenti stranieri ha interessato tutte le nazionalità, a partire da quelle più numerose. La comunità romena – 2.505 residenti, pari al 30,3% degli stranieri – perde rispetto all’anno scorso, circa 50 componenti. I marocchini, seconda nazionalità presente sul territorio per numero di presenze, da 1.819 residenti nel 2015, scendono a 1.610 nel 2016, passando dal 21,5% al 19,5%. Trend negativo anche per gli albanesi, terza nazionalità, che da 869 residenti nel 2015 calano a 799 pari al 9,7% (10,2% nell’anno precedente).
Unica eccezione quella dei cinesi che, passando a 272 residenti, crescono rispetto all’anno passato in cui erano 265, quando erano già in crescita rispetto al 2014.
"L'immigrazione è un indicatore di salute di un territorio, se la gente se ne va, anche i valdostani vanno all'estero, c'è qualcosa che non va" sottolinea il docente dell'Ateneo valdostano William Bonapace.
I minori stranieri residenti in regione sono il 18,1%, in calo rispetto all’anno scorso quando erano il 19,1%. Ed è soprattutto a scuola che l'assenza dei minori stranieri è più evidente: in un quadro generale di riduzione del numero complessivo degli alunni nella regione (-219), circa il 63% ha riguardato minori stranieri.
A fornire in questo senso una testimonianza è Miguelina Baldera dell'Associazione Uniendo Raices che spiega come fra i ragazzi seguiti dal servizio di doposcuola molti diplomati sono partiti verso la Francia e la Germania "per trovare un lavoro per aiutare la famiglia"
L'immigrazione è donna
L’immigrazione in Valle continua a essere poi al femminile: il 57,1% di tutti i cittadini non italiani residenti, dato che supera il 70% dei residenti stranieri per alcune nazionalità come nel caso delle thailandesi (90,9%), le colombiane (88,9), le ucraine (84,5%), le russe (83,9), le cubane (76,7%), le filippine (72,7%). In altre nazionalità superano comunque il 60% dei residenti. Donne che in molti casi trovano occupazione come colf o badanti.
Immigrazione e lavoro
La crisi degli ultimi anni ha interessato anche il mondo del lavoro immigrato. Nel 2016 c'è un saldo negativo tra il numero di assunti e quello di persone il cui lavoro è cessato (-239), nonostante un leggero miglioramento rispetto al dato non positivo del 2015 (-286). Nel corso del 2016, gli occupati nati all’estero assicurati all’Inail sono stati 6.470 (5.717 se si escludono i cittadini Ue a 15), di cui 3.574 uomini (55,2%) e 2.896 donne.
La maggior parte di questi lavoratori è occupato nel settore dei servizi, il 63,2% mentre il 22,1% è impiegato nell’industria (22,0% nell’anno precedente) e il 9,4% nell’agricoltura.
Le imprese “immigrate” erano a fine 2016 674 (+1,4% rispetto al 2015) pari al 5,2% delle imprese regionali, percentuale molto distante da quella delle regioni nord occidentali (11,0%) e al 9,4% riferito al contesto nazionale. Si conferma invece la crescita di imprese “immigrate” gestite da donne (26,1%) sia rispetto all’anno precedente (25,4%) sia rispetto alle regioni del Nord-Ovest (21,2%), sia a livello nazionale (23,6%).
I richiedenti protezione internazionale
Un focus del Dossier è poi dedicato ai richiedenti protezione internazionale che a maggio 2017 era 329 cittadini (pari al 0,2% degli immigrati accolti in Italia), contro una richiesta di posti, definita dalla Conferenza Stato Regioni e attualizzata con le indicazioni del recente Decreto Minniti, di 440 unità. La Valle d’Aosta si pone, quindi, all’ultimo posto della classifica dell’accoglienza, in coda anche al Molise, con popolazione pari a poco più del doppio ma con un reddito decisamente inferiore, che ne accoglie 3.123 (2,0%).
"Questa invasione non esiste, è una sciocchezza" – evidenzia William Bonapace "Ci troviamo in un processo globale di mobilità umana, molto forte e trasversale. Abbiamo un continuo rimescolamento all’interno del quale troviamo anche il fenomeno dell’immigrazione". Un dato su tutti: gli stranieri residenti in Italia sono 5,4 milioni e altrettanti sono gli italiani che vivono all'estero.
