L’Union Valdôtaine a congresso a fine giugno

La decisione ieri sera dal parlamentino unionista riunito a Verrès.
Politica

La resa dei conti è con ogni probabilità rimandata a fine giugno. Ieri nel parlamentino unionista è andata in scena l'analisi del voto e l'avvio di un dibattito che culminerà nel congresso. Il Conseil Fédéral ieri sera ha bocciato la linea del Presidente Ennio Pastoret di indirlo per l'8 settembre, preferendo anticiparlo a giugno (35 a favore, 30 contrari). 

In quella sede sarà designato il nuovo presidente del Mouvement. Figura alla quale potrebbero aspirare Osvaldo Chabod, David Follien ma anche Giovanni Barocco. 

Pastoret ieri sera annunciando la sua intenzione di non ricandidarsi ha fatto un mea culpa sulla gestione in questi anni del movimento. Continuerà però a guidare il Leone Rampante fino all’elezione del sostituto.

La proposta di anticipare il congresso a giugno era arrivata dal sindaco di Arvier, Mauro Lucianaz. Linea appoggiata anche da Ugo Voyat e dal sindaco di Saint-Nicolas, Davide Sapinet.

Nel mezzo le voci di David Follien e Aurelio Marguerettaz. Il primo è tornato a chiedere una seria autocritica del movimento oltre ad una commissione per traghettare il movimento fino al congresso. Il secondo invece ha puntato i riflettori sulla necessità di elaborare un documento programmatico che definisca la linea del movimento da tenere anche in Consiglio regionale.  E’ passata alla fine la linea di arrivare già a fine giugno, probabilmente il 30, a congresso. I tempi sono però stretti, considerando i passaggi interni previsti dallo Statuto.

Senza contare che il Mouvement sarà impegnato nelle consultazioni per la definizione del nuovo esecutivo che partiranno oggi con il faccia a faccia con i cugini di Uvp.

Oltre ad alcune modifiche statutarie e all’approvazione del bilancio, nel Conseil ieri sera c’è stato spazio per la questione morale, sollevata dall’Assessore Emily Rini. 

Presente alla serata anche Giovanni Barocco che ha smussato le affermazioni  – la richiesta di dimissioni di Rollandin – lanciate con un tweet, spiegando che l’obiettivo era di aprire un dibattito interno. L'ex sindaco di Quart ha dovuto però uscire di scena dopo che gli hanno fatto notare che non è più delegato. 

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