“Vale la pena sottolineare – scrivono organizzazioni sindacali – che le norme contrattuali e le sue eventuali modifiche o integrazioni sono materia esclusiva dell’accordo tra le Parti, datoriali e sociali, che su questo devono sottoscrivere un’intesa e non possono, quindi, essere imposte da alcun altro soggetto”. “La specificità della scuola valdostana e della sua organizzazione, nel rispetto delle competenze attribuite alla Regione – conclude la nota – hanno trovato nel tempo e fino ad oggi strumenti e adattamenti normativi che ne hanno garantito e valorizzato la particolarità, senza dover apportare alcuna modifica al Contratto nazionale di lavoro”.
Sulla materia, in occasione dell’ultimo Consiglio regionale, l’assessore regionale all’Istruzione e Cultura, Laurent Viérin aveva, tra l’altro, dichiarato rispetto alla situazione del personale docente e dirigente valdostano del comparto scuola, che rispetto al comparto unico, vede applicata la normativa nazionale “Ritengo ormai non più rinviabile un confronto che porti in tempi rapidi alla soluzione di questa problematica attraverso la piena regionalizzazione del corpo insegnanti della Valle d’Aosta, per poter valorizzare, anche attraverso il contratto, il lavoro di insegnanti e riconoscerne la specificità e il loro maggior impegno”. “Vorrei evitare – ha concluso l’assessore – che un nuovo contratto degli insegnanti cucito su misura su di una organizzazione scolastica diversa dalla nostra, penso in particolare al maestro unico, penalizzi anche economicamente gli insegnati o proti a dover ridiscutere il modello di scuola delineato dalla legge regionale 18-2005”.
