Roma, 16 apr. – (Ign) – Elezioni europee del 6-7 giugno a rischio astensionismo: meno della metà degli italiani è infatti interessato alla consultazione elettorale del 6 e 7 giugno. A segnalarlo è un sondaggio condotto da Eurobarometro, che fra metà gennaio e metà febbraio ha intervistato 27.218 cittadini dei ventisette Paesi europei.
In base ai dati, il 50% degli italiani si dice non interessato ad andare alle urne per eleggere l’Eurocamera, mentre il 44% spiega di esserlo e il 6% non sa dare una risposta.
Il Belpaese è tuttavia in linea con la media europea che vede il 44% di ‘affezionati’ al voto per il Parlamento di Strasburgo, il 53% di non interessati e il 3% che non risponde.
La maglia rosa degli Stati più interessati alle europee va alla Grecia (62%), seguita da Irlanda (61%) e Malta (59%). L’elettorato più disaffezionato nei confronti dell’Europarlamento è invece quello di Lettonia (20%), Repubblica ceca (24%) e Polonia (30%).
Sulla prospettiva di andare alle urne il 7 giugno, il 30% degli italiani dice che probabilmente lo farà mentre l'8% fa già sapere che non si recherà al seggio. La data delle prossime elezioni è conosciuta meglio in Lussenburgo (66%), a Malta (64%), a Cipro e in Slovacchia (61%). I meno informati in materia sono i finlandesi (86%), seguiti dagli elettori di Regno Unito (84%) e Spagna (75%).
Dalle tabelle di Eurobarometro emerge anche un altro dato di cui tener conto: nella vecchia Europa la fascia d'età che ha meno probabilità di andare a votare è quella degli studenti: il 27% di essi sicuramente non andrà al seggio.
Tra i fattori che guidano gli elettori del vecchio Continente nella scelta del proprio rappresentante, c’è l'esperienza del candidato nelle questioni europee , indicata dal 39% degli intervistati. A seguire, con il 35%, le posizioni dei candidati sulle questioni nazionali e la notorietà del candidato (16%).
Ma per il 28% dei connazionali non è poi così rilevante la competenza specifica e il lavoro tecnico che gli europarlamentari devono fare a Bruxelles e Strasburgo.
Quanto ai motivi per non andare a votare, il 46% degli italiani indica la scarsa conoscenza del ruolo del parlamentare europeo. Solo il 26% degli italiani riferisce inoltre di averne letto su giornali, radio, web o tv, a fronte di una media del 36% nel resto d’Europa. Il richiamo mediatico del Parlamento Ue è più elevato in Slovenia (69%), Slovacchia (63%) e Finlandia (59%).
Va ancora rilevato che i temi forti della campagna elettorale rispecchiano il momento di crisi economica che attraversa anche l’Europa: il 57% vuole sentir parlare di politiche per fronteggiare la disoccupazione, il 52% è interessato alla crescita economica, mentre l'inflazione, con il 40%, è solo al terzo posto della speciale graduatoria delle questioni da portare sugli scranni europei.
Al quarto posto si piazza invece il futuro delle pensioni (32%), seguita da criminalità (29%) , sicurezza dell'approviggionamento energetico (27%). Ex aequo immigrazione e terrorismo (24%), mentre l'identità e i valori europei raccolgono solo un 10% di interesse.
Mentre alla domanda su quali politiche europee dovrebbero essere prioritarie per il parlamento europeo, il 36% degli intervistati complessivi indica la protezione dei consumatori e della salute pubblica, il 24% una politica d'immigrazione concordata con i paesi d'origine e solo il 14% l'affermazione di un modello sociale europeo.
Eurobarometro, come si ricorderà, è lo strumento di cui si è dotata la Commissione Europea per realizzare sondaggi mirati a conoscere e comprendere gli atteggiamenti dei cittadini europei.
