Amore e pasta tra piaceri più gettonati dagli italiani.

Due le dimensioni del piacere: quello dell'etica da un lato - con il gusto per le piccole e semplici cose a portata di mano a pari merito con il rendersi utili nel fare qualcosa per gli altri - e quello della concretezza dall'altro.
News Nazionali
Milano, 21 mag. (Adnkronos) – Amore e buon cibo, un ambo sempre più giocato dagli italiani sulla ruota dei sani piaceri, anche in tempi di crisi economica. Piaceri più concreti e autentici, meno superficiali, l'importante è viverli con gli affetti – famiglia e amici – attorno a una tavola apparecchiata, all'insegna della convivialità e in ''presenza'' di amore e pasta, tra i piaceri più gettonati. A rivelarlo oggi, Voiello, marchio premium della vera pasta italiana con una storia lunga più di 130 anni, nell'ambito della ricerca ''Gli Italiani e i piaceri veri'' realizzata da Gfk-Eurisko (campione di 1.280 persone tra i 18 e 64 anni) che esplora il rapporto tra gli italiani e i piaceri, quelli che sopravvivono a tutto, anche ai periodi di crisi, per scoprire quali sono, come e con chi vengono vissuti.

''Il piacere per gli italiani è un filo rosso che attraversa i cicli di vita e i differenti tipi italiani – afferma Giuseppe Minoia, presidente di Gfk Eurisko – il piacere, è da intendersi come esperienza positiva emotivamente e culturalmente arricchente, è un valore cioè un convincimento durevole su ciò che è desiderabile per tutti''. E' la pasta che trionfa tra i piaceri della tavola con il 47% di preferenza degli italiani – specie se condivisa con amici a tarda sera (25%, con il 35% dei consensi, tra gli uomini soprattutto under 30) e in versione ''pasta al forno della domenica'' (22%) – in un testa a testa memorabile con il profumo del pane (al primo posto per il 27% degli italiani). ''Alla fine – prosegue ancora Minoia – si può individuare nel cibo l'esperienza materiale e mentale che più lega le antropologie italiane. E per il cibo è la pasta, il prodotto che rappresenta di più per tutti il vero piacere italiano''. In tempo di crisi, dunque, il piacere vive due dimensioni: quello dell'etica da un lato – con il piacere dato dalle piccole e semplici cose a portata di mano (92%) a pari merito con il rendersi utili nel fare qualcosa per gli altri – e quello della concretezza dall'altro, in una logica di gratificazione e riscatto, con una tendenza al divertimento e al godersi i piaceri della vita (86%) partendo dalla buona tavola che, per il 79% degli intervistati, è un piacere a cui non si può resistere.

Condivide questa tendenza irresistibile verso la buona tavola anche Ilaria D'Amico, giornalista Tv moderatrice dell'incontro di presentazione della ricerca: ''Per me il piacere è con le persone care e attorno ad una tavola e assaporando del buon cibo. Ritrovo il piacere nella pasta, nel pane, nel vino. Il cibo è ciò che mi dà una sensazione di relax: pranzare seduti intorno ad una tavola, proprio come ho sempre fatto sin da bambina. Magari un piatto di spaghetti con pomodoro e basilico, la vera essenza di un piatto di pasta''.

Dalla ricerca emerge poi che il piacere vive in alcune città più di altre, Roma, infatti, è individuata dal 42% degli intervistati come città simbolo del Piacere Vero, davanti a Venezia (33%, piace molto alle donne), Firenze (29%) – in un trionfo di cultura e saper vivere – Napoli (13%) e Milano (10%, con dominanza giovanile), che si affaccia timida e distaccata tallonata da vicino da Palermo (4%) e Torino (2%). "Roma è una città che sazia anche con gli occhi – continua Ilaria D'Amico, che vive tra Roma e Milano – ma Milano, d'altro canto, ha una maggiore specializzazione in alcuni piaceri mirati e più attenta ai piaceri personali. Amo anche la piccola provincia, con la sua tradizione e la cucina tipica, che per me rappresenta il piacere vero".

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