Discriminazione di genere: “Necessità di un cambio di mentalità, il problema è culturale”

Il 70% dei casi seguiti dalla Consigliera di Parità riguardano la flessibilità sul lavoro, soprattutto se si tratta di aziende private. Prisant: “su conciliazione e violenza in famiglia il problema non è tanto legislativo ma di tipo culturale”.
Da sx Giacinta Prisant, Giuliana Ferrero e Antonella Barillà
Economia
“La donna non deve diventare un ammortizzatore sociale”. Affermazione della Consigliera regionale di Parità Antonella Barillà in occasione della consueta conferenza stampa di fine anno per presentare l’attività svolta nel corso del 2008 dal proprio ufficio insieme all’attività della Consulta regionale femminile. L’incontro dal titolo “Gli organismi di parità di raccontano”, in concomitanza con la Festa della Donna, ha visto la presenza congiunta dell’Assessorato comunale alle Politiche sociali e Pari Opportunità del Comune di Aosta e dei coordinamenti Donne e Rappresentanze femminili delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Savt e Uil.
 
Gli obiettivi si raggiungono in rete” E’ questa l’altra linea che hanno seguito nel portare avanti i propri impegni e la propria mission i diversi organismi che in Valle d’Aosta operano per le pari opportunità  e contro la discriminazione femminile in particolare. Il mondo femminile sembra al centro di questo periodo di diverse attenzioni. Oltre alla Festa dell’8 marzo infatti, per la quale molteplici iniziative interesseranno il territorio valdostano, ci sono aspetti non propriamente di festa che fanno capolino. Il richiamo è quello alla crisi economica: “E’ un 8 marzo che deve tener conto di un effetto crisi importante – ha spiegato Antonella Barillà – che tocca anche la Valle d’Aosta e che stravolge gli scenari futuri”. L’obiettivo primario diventa, infatti, in questo momento la lotta alla crisi ed impedire che sia la donna a pagare maggiormente il peso e le ricadute di quanto sta accadendo, soprattutto nel mondo del lavoro.
 
“Necessita un cambio di mentalità” ha affermato Giacinta Prisant, presidente della Consulta femminile “il problema su temi quali la conciliazione e la violenza in famiglia che toccano il mondo femminile non è tanto legislativo, in Italia e  in Valle abbiamo buone leggi, ma piuttosto di tipo culturale. Per questo l’invito che facciamo lo rivolgiamo in modo principale agli uomini. La Consulta regionale grazie alla rete creata con gli altri organismi ha potuto concentrarsi su questi aspetti culturali nella propria attività. Un approccio che sarà portato avanti anche quest’anno”.
E’ nel lavoro che le donne trovano lo scoglio più grande. Dal primo rapporto dell’Ufficio della Consigliera di parità sull’analisi dei dati sulla discriminazione del 2008 emerge infatti che sui 28 casi seguiti il 70% di quelli affrontati riguardano la flessibilità sul lavoro, soprattutto quando si tratta di aziende private di piccola e media grandezza. “Un caso mi ha colpito molto – ha precisato Antonella Barillà – recentemente dopo il ritorno dalla maternità una donna ha chiesto un orario più flessibile al proprio datore di lavoro. Abbiamo anche provato a portare avanti un progetto che prevedesse finanziamenti per l’azienda ma alla fine la stessa non ha accettato. Questo dimostra che il problema culturale esiste. L’azienda privata intende ancora il lavoratore solo come un costo e non come una risorsa”.
Dai dati del focus presentato dalla Consigliera di Parità emerge che l’89% delle persone che si rivolgono al servizio sono di nazionalità italiana, la restante parte proviene da Paesi del Maghreb, dell’Europa dell’Est o del Sud America. Si tratta di donne in età compresa tra i 30 e i 40 anni e per lo più con un titolo di studio medio-basso. Il 64% delle persone di cui si conosce lo stato civile ha un compagno. Per quanto riguarda infine la natura degli interventi portati avanti si tratta per il 21% di consulenze, il 79% sono tentativi di conciliazione informali: nel 14% dei casi la pratica va a buon fine, nel 21% dei casi si va a sentenza e nel 40% si interrompe per volontà del soggetto discriminato. Il 25% degli interventi attivati nel 2008 è invece ancora in corso.

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