L’IRSEE al centro di una valutazione della Commissione permanente Servizi Sociali

Sull’Indicatore regionale della situazione economica equivalente si sono confrontati la Commissione permanente Servizi sociali, il Consiglio permanente degli enti locali ed i rappresentanti dei Caf e delle organizzazioni sindacali.
Palazzo regionale
Politica
Acquisire elementi concreti per formulare una corretta valutazione sull'impatto che l'Irsee ha avuto in questi anni di applicazione sulla realtà valdostana: a questo scopo si è riunita ieri, 19 marzo, la quinta Commissione permanente "Servizi sociali", presieduta dal consigliere regionale Gianni Rigo.
L'I.RS.E.E., Indicatore regionale della situazione economica equivalente, valuta la capacità economica del nucleo familiare che intende accedere a prestazioni sociali o a servizi agevolati alla persona. Ha come obiettivo principale quello di testare un sistema di valutazione della capacità economica del nucleo familiare con l'utilizzo di criteri unificati, che diano certezza di parità di trattamento e congruenza della prestazione o servizio erogati.

Per la loro competenza sui servizi alla persona e per il contatto quotidiano che hanno con i cittadini, sono stati al centro del confronto il presidente del Consiglio permanente enti locali – Cpel, Elso Gerandin, i rappresentanti dei CAF (Centri di Assistenza Fiscale che prestano assistenza per la compilazione dei modelli 730) e delle Organizzazioni Sindacali .

"Dalle audizioni sono emersi chiari due indirizzi – commenta il presidente della Commissioni Gianni Rigo – il primo è che lo strumento è importante e non va modificato nella sua impostazione originaria, che è frutto di un accordo tra i Sindacati, il CPEL e l'Assessorato regionale alla Sanità. L'altro è quello dell'equità e della giustizia sociale in modo di far pagare i servizi in base alla capacità economica perché le risorse non sono illimitate e vanno utilizzate in modo oculato".

"Dal confronto – ha proseguito Rigo – sono emerse alcune criticità che devono essere affrontate concretamente. La prima riguarda l'uniformità dell'uso di questo strumento che deve essere riferito a tutti i servizi, e non solo a quelli riguardanti la persona, oltre ad avere la stessa omogeneità su tutto il territorio valdostano. La seconda è quella di individuare meglio il costo del servizio rispetto alla composizione familiare e alle relative problematiche. La terza è relativa alla necessità di una banca dati in cui possono confluire le informazioni per un effettivo coordinamento".

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito è protetto da reCAPTCHA e si applicano le norme sulla privacy e i termini di servizio di Google. e Termini di servizio fare domanda a.

Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Articoli Correlati

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte