L'Aquila, 9 lug. – (Adnkronos) – Dopo 'Yes we camp' di ieri oggi è la giornata di 'the last ladies'. 'Case subito, si requisiscano e si diano agli sfollati'. E' la protesta dei cittadini aquilani, sfollati che denunciano i loro disagi e la mancanza di interventi dopo il terremoto.
Un centinaio di manifestanti della Rete di Comitati cittadini, dell'Associazione 3.32 e di Epicentro solidale hanno occupato simbolicamente un complesso residenziale in viale Carducci, nella zona di Pettino, all'Aquila. Diversi gli striscioni esposti mentre molte ragazze indossano al collo la scritta 'the last ladies'. Alcune di loro hanno tatuato anche sul corpo 'Più case meno chiacchiere'.
"Prima del terremoto -dice Claudia Pajewski- c'erano all'Aquila tremila case sfitte, dopo il 6 aprile ne sono rimaste ufficialmente solo 250. Noi chiediamo che vengano requisiti gli alloggi per i cittadini". Gli fa eco Marco, che grida: "Un inverno in tenda non potremo sopportarlo, né vogliamo che siano costruiti mostri di cemento nelle campagne. La nostra lotta è per una casa prima di ottobre".
La protesta, colorata è scandita dagli spettacoli di due improvvisati fachiri, che suonano la tromba e il flauto, lanciando un messaggio ai potenti della Terra riuniti a Coppito per il G8. Altri ragazzi, invece, indossano magliette gialle con la scritta: 'Forti e gentili sì, fessi no'.
