Comicità e commozione per lo show di Benigni tra i terremotati dell’Aquila

Lettura di Dante alla caserma di Coppito davanti a 2mila persone
News Nazionali
Roma, 17 ago. (Ign) – Momenti di grande comicità alternati ad attimi di profonda commozione, senza mai cadere nella retorica. Lo show di Roberto Benigni ieri fra i terremotati dell'Aquila ha fatto tornare il sorriso agli sfollati nelle tende. In 2mila hanno assistito allo spettacolo nell'Auditorium della Scuola della Guardia di Finanza di Coppito dove il premio Oscar ha recitato la Divina Commedia. Benigni ha visitato le zone terremotate, il centro storico dell'Aquila, Paganica ed Onna, paese simbolo del terremoto di 4 mesi fa, dove ha incontrato Giustino Parisse, giornalista del quotidiano "Il Centro", che nel sisma ha perso i due figli e il padre.

Benigni è arrivato nelle zone terremotate a 24 ore dalla visita del premier Silvio Berlusconi. Una coincidenza che non poteva certo passare inosservata. "Me lo potevate dire, venivo anche io e succedeva un altro terremoto. Prima Verdone (giunto all'Aquila venerdì scorso, ndr.), poi Berlusconi e ora io: in poche ore i tre più grandi comici d'Italia".

Per Benigni è stato un bagno di folla. Dopo lo show alla caserma di Coppito l'attore ha firmato autografi e ha elogiato il sottosegretario Guido Bertolaso, che lo ha seguito per tutta la visita. "Sei l'uomo d'Italia – ha detto Benigni a Bertolaso – proteggici tu, anche dallo straripamento di Berlusconi in piena". Durante il pranzo alla mensa del campo 3 una ragazza gli si avvicina, lo saluta e si presenta: "Sono Noemi". Impossibile trattenersi. Benigni si volta verso il sottosegretario: "Noeeeemi? Bertolaso c'è Noemi…no ma questa volta Berlusconi 'un c'entra nulla".

Quindi la visita alle case in costruzione, dove il premio Oscar si è divertito ad azionare il montacarichi in un cantiere. Poi, però, dall'attore è venuto un avvertimento, con un'esortazione agli sfollati. "Controlleremo che le promesse vengano mantenute: se le cose non accadono, urlate e chiedete, non restate mai zitti".

Grande commozione infine quando il regista si è recato all' 'Albero della memoria', il grande acero sotto cui vennero raccolti i corpi delle quaranta vittime di Onna. "Vorrei evitare la retorica, ma fatemi dire che siete un esempio per il mondo intero, vi voglio un bene da morire" ha concluso Benigni.

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