Questa stretta di vite non è piaciuta dunque ai cugini francesi che si sentono sentiti traditi dal paese natio. Il prossimo 23 gennaio 2010, giorno in cui gli amministratori regionali saranno a Parigi per la consueta festa de l’ Arbre de Noël, giunta alla 86esima edizione, forse i sorrisi dei cugini francesi saranno meno naturali, forse più di facciata, e sono loro a segnalarlo. Oltre all’editoriale infatti un lungo articolo di fondo, contenuto nel « Bulletin » ripercorre il significato storico e culturale del legame esistente tra la Valle d’Aosta e i suoi « figli » lontani fisicamente ma « vicini » col cuore. L’articolo, firmato dal redattore Didier Bourg ripercorre e analizza il rapporto costruito tra la Valle e le associazioni degli emigrati valdostani nel tempo, le azioni messe in campo, gli sviluppi e i ritorni. I toni sono decisi soprattutto in chiusura dell’articolo quanto il redattore scrive : "L’UVP (ndr. Union Valdôtaine de Paris) sarà, come è sempre stata nella sua storia, solidale con tutti i valdostani, ovunque essi vivano, poiché la memoria è fragile. Questa può morire con coloro che sono gli ultimi depositari. Un popolo dell’oblio, che si allontanasse da suoi figli esiliati, è un popolo senza anima, un popolo senza fede. Senza fede nel suo passato e senza fede nel suo avvenire". E rivolgendosi al Presidente della Regione aggiunge "Augusto Rollandin è atteso per L’Arbre de Noel dell’Unione valdostana di Parigi. Sarà comunque il benvenuto. Ma su di lui riposa la responsabilità di dare alle forze vive dell’emigrazione i mezzi per perpetrare una memoria, un impegno e un contributo essenziali all’equilibruio e al dinamismo della nostra patria comune".


