E’ buono il giudizio sul sistema sanitario locale percepito dalla popolazione valdostana

Anziani, donne, soprattutto in condizione di solitudine, sono i gruppi di popolazione che richiedono maggiore attenzione e assistenza. Molto richiesta l'omeopatia rispetto al resto d'Italia. La maggior parte degli intervistati sono soddisfatti.
I volontari dell'Avs Donnas
Società
E’ buono il giudizio percepito sul nostro sistema sanitario dalla popolazione locale secondo quanto emerge dalla relazione, coordinata da Patrizia Vittori, sullo stato di salute e ricorso ai servizi sanitari in Valle d'Aosta, redatta dall'osservatorio regionale epidemiologico e per le politiche sociali, e illustrata ieri in Consiglio regionale dall'assessore alla sanità, Albert Lanièce. La relazione ha preso in considerazione 25 dei 74 comuni valdostani, ha riguardato un campione di 1.600 famiglie per un totale di circa 3.000 interviste. Il tasso di risposta è stato del 78,4% contro l'83,8% medio nazionale.
Gli aspetti presi in considerazione dal monitoraggio sono stati relativi ai fattori di rischio individuale (fumo, attività fisica, peso corporeo, rischio cardiovascolare); allo stato di salute (percepito, le disabilità, le malattie croniche, almeno una malattia di apparato); all'attitudine alla prevenzione (controllo glicemia, pressione, colesterolo, screening e vaccini); al ricorso ai servizi sanitari (visite, accertamenti, ricoveri, medicine non convenzionali, giudizio); al percorso nascita.

La relazione evidenzia in generale una situazione migliore in Valle rispetto al resto d'Italia per quanto riguarda la presenza di patologie acute e di limitazioni dovute a condizioni di salute, ma non mostra differenze per quanto riguarda la presenza di patologie croniche. Anziani, donne, soprattutto in condizione di solitudine, sono i gruppi di popolazione che richiedono maggiore attenzione e assistenza. I valdostani sembrano comunque ricorrere meno della media nazionale alle visite mediche, in particolare nel caso degli uomini. Le donne, invece, sembrano avere un minore ricorso, rispetto alla media italiana, alle visite specialistiche. “Nettamente superiore rispetto al resto dell'Italia, invece, è il ricorso in Valle d'Aosta alle medicine non convenzionali, soprattutto l'omeopatia, che è maggiormente utilizzata soprattutto dai gruppi sociali maggiormente istruiti." Infine la popolazione valdostana si caratterizza per un maggiore ricorso, rispetto al resto dell'Italia, agli accertamenti e agli esami di laboratorio, “soprattutto per quanto riguarda il monitoraggio della glicemia e della colesterolemia e per i controlli per l'individuazione precoce dei tumori femminili, ai quali si ricorre con una frequenza spesso superiore a quella raccomandata dalle linee guida attuali. Solo nel caso della vaccinazione antinfluenzale, nonostante un incremento registrato negli ultimi anni, non ci sono differenze rispetto alle altre regioni italiane."

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