L’Ateneo valdostano compie dieci anni: crescono gli iscritti e la ricerca è premiante

L’Università della Valle d’Aosta tiene rispetto alla crisi universitaria. Oggi1260 iscritti, il 30% dei nuovi iscritti proveniene da fuori Valle. Sul piano finanziario sarà la Regione ad assorbire i maggiori costi dovuti ai tagli statali.
Cerimonia di inaugurazione dell'Anno accademico
Società
Piazzarsi al 6° posto tra le università libere e al 26° tra le 90 università italiane è per l’Ateneo valdostano, che compie 10 anni di vita, un risultato che testimonia la bontà del percorso intrapreso il 18 settembre del 2000. Allo stesso modo l’Ateneo non sfugge alle minacce di una crisi universitaria soggetta a vari mali, tra cui il calo del 9% a livello italiano delle immaticolazioni negli ultimi cinque anni. L’Università della Valle d’Aosta tuttavia tiene con i suoi 1260 iscritti attuali, dei quali il 30% (312 di cui 45 cittadini stranieri) degli iscritti di quest’anno provenienti da fuori valle. Il quadro sull’andamento dell’Ateneo valdostano è stato presentato neii discorsi ufficiali in occasione della Cerimonia di inaugurazione dell’Anno accademico 2009-2010. “Tagli ai fondi non ce ne sono stati – ha evidenziato il Rettore Pietro Passerin d’Entrevescome purtroppo invece accade altrove in Italia, e i risultati della ricerca scientiica non sono tardati ad arrivare”.
In termini di produttività l’Ateneo valdostano ha rilasciato in 10 anni, 544 diplomi di laurea e laurea specialistica,  208 diplomi SSIS e 123 attestati Master. Tra i risultati segnalati spicca quello della dott.ssa Consuelo Rubina Nava, risultata tra le tre vincitrici del premio Socialis, che premia le migliori tesi in Italia, per la tesi di laurea in “Responsabilità sociale dell’impresa e sviluppo sostenibile”.

Sul piano finanziario, che soggiace agli sviluppi futuri dell’Ateneo ed in particolare all’ampliamento dell’offerta formativa, in futuro la Regione dovrà coprire i maggiori costi, alla luce dei minori finanziament statali, nel rispetto del Patto di stabilità interno che l’Ateneo dovrà negoziare con la Regione stessa. “Il Consiglio dell’Università – ha precisato il presidente del Consiglio stesso, Augusto Rollandin – ha deciso di non aumentare le tasse e i contributi universitari per l’anno in corso e di assicurare anche l’erogazione delle didattiche serali”. In Valle le tasse universitarie di aggirano su circa 700 euro l’anno, oltre i confini regionali i costi si elevano molto, in alcuni casi toccando cifre di 5000 euro per un’offerta similare.

Nel rapporto con lo Stato e con il Ministero dell’Istruzione e dell’Università, la Valle d’Aosta ha avuto la sua piccola rivincita in merito a quelle disposizioni normative che prevedevano la riduzione della spesa degli Atenei e la restituzione allo Stato degli eventuali risparmi conseguiti. L’Università valdostana ha fatto ricorso impugnando queste disposizioni di fronte alla Corte costituzionale che ha riconosciuto illegittima la disposizione che prevedeva la restituzione dei risparmi. La Suprema Corte ha sancito nel 2009 che in considerazione del particolare regime giuridico dell’Università è stato violato il principio di leale collaborazione e lesa la potestà legislativa della Regione.
Il futuro dell’Università valdostana, farà i conti tuttavia con la riforma ministeriale e con i numeri, sia relativi all’attivazione dei corsi che dei docenti, che questa imporrà. Nel frattempo le linee di orientamento generali, gli obiettivi strategici di sviluppo e il piano triennale di svilupppo dell’Univeristà 2010-2012 approvati a fine 2009, puntano tutti “all’internazionalità e – ha concluso Rollandin – a dare uno sbocco concreto agli studenti con adeguate prospettive di competitività all’interno dei mercati del lavoro”. La ricerca in questo senso premia, così come evidenzia anche il Sole 24 Ore che mette sul podio l’Ateneo valdostano per l’attitudine a ottenere finanziamenti esteri per la ricerca.

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