Turismo di montagna in salute, ma occorre attrezzarsi

Buone le prospettive 2010 sul turismo di montagna, al centro delle attenzioni dei vacanzieri italiani. Serve una presenza sul web efficace ed è necessario elevare gli standard qualitativi medi e proporre un’offerta maggiormente organizzata sul wellness.
Le Terme di Pré-Saint-Didier
Economia
Turismo di montagna in crescita. È quanto emerge dal Rapporto sul 2009 presentato dal Ministro del Turismo, Michela Brambilla, in occasione del secondo Forum del Turismo invernale svoltosi a Bormio lo scorso 6 Febbraio. A fronte di un calo generale del 3% da parte del turismo italiano (seppure più contenuto rispetto ad altre realtà europee), il turismo di montagna si dimostra una delle eccellenze registrando un lieve aumento (+0,3%) nel numero delle camere occupate, ed una proiezione di +3% rispetto agli ultimi due anni sulle presenze previste per il mese di febbraio 2010. Le vacanze italiane programmate in montagna tra gennaio e aprile 2010 risultano circa 1,6 milioni (10,8% delle vacanze previste nel periodo), 1,5 milioni andranno sulle montagne italiane, a fronte di 88 mila che si recheranno all’estero.
Se è lecito e prevedibile attendersi un moderato ottimismo dalla voce istituzionale, è importante segnalare come anche da altre fonti giunga un quadro piuttosto positivo, in questo caso con specifico riferimento all’ambito della Valle d’Aosta. L’Osservatorio Turistico della Montagna 2009/2010, un’indagine realizzata dalla società “TradeMark Italia” su oltre 680 operatori del settore ricettivo delle regioni turistiche di montagna italiane, registra una situazione incoraggiante per quanto riguarda gli operatori valdostani. “Dopo una stagione estiva positiva segnata dall’aumento degli arrivi e delle presenza, le previsioni per l’inverno 2009-2010 degli operatori valdostani sono tra le più positive. Le nevicate di ottobre e novembre (che hanno consentito l’apertura anticipata di alcune stazioni sciistiche) e gli ingenti investimenti regionali destinati al settore spingono l’ottimismo degli operatori”.
A livello generale, la ricerca evidenzia le tendenze attuali del turismo di montagna, con diversi risvolti che meritano una riflessione.
• la meta delle vacanze si sceglie sempre più sotto data e sempre più attraverso internet;
• diminuisce la durata media dei soggiorni (anche se resiste ancora la settimana bianca sabato-sabato) e  crescono i soggiorni brevi (3/4 notti), richiesti dai residenti nei centri urbani di prossimità;
• cresce esponenzialmente l’attenzione al prezzo. I turisti chiedono, trattano e confrontano, dedicano ore a questo lavoro di selezione che non risparmia più nemmeno le destinazioni più blasonate;
• conseguentemente, le promozioni e le offerte speciali sono sempre più diffuse, soprattutto sul web, e sono divenute una discriminante prioritaria di scelta da parte del turista.
• nonostante l’attenzione al prezzo, il turista sportivo che cerca la neve è sempre più esperto, più consapevole e critico: cerca alta qualità a prezzi convenienti;
 
• la richiesta di servizi benessere è ormai considerato dai clienti uno standard irrinunciabile su tutto l’arco alpino; le strutture che ne sono sprovviste risultano fortemente svantaggiate;
Queste indicazioni sono particolarmente importanti soprattutto per le implicazioni che hanno in termini di sviluppo di prodotto e marketing.  Per una destinazione, così come per una struttura ricettiva diventano di importanza critica le seguenti azioni:
• una presenza sul web efficace, non solo attraverso IDS (Internet Distribution System) e OTA (Online Travel Agency), ma soprattutto con il proprio sito web, è ormai imperativa. Questo vale sia per i singoli operatori turistici che per le destinazioni. Essendo il web non solo uno strumento di scelta, ma anche di acquisto, è necessario dotarsi di un sistema di commercializzazione online, che permetta di vendere direttamente all’utente.
•  maggiore flessibilità nella durata delle proposte di soggiorno: rimanere vincolati alla classica settimana può risultare fortemente penalizzante, in quanto l’assenza di una soluzione “su misura” può facilmente portare il turista a rivolgersi altrove.
• parallelamente, la flessibilità deve guidare anche le tariffe: non è più possibile, nemmeno per le destinazioni considerate “top” arroccarsi su posizioni conservative. Anche i migliori devono piegarsi alla logica della promozione, che naturalmente va effettuata con criteri precisi, senza arrivare all’estremo del “liquido tutto”. Una promozione può (e dovrebbe) significare anche valore aggiunto, e non necessariamente diminuzione di prezzo. Offrire servizi supplementari a parità di prezzo è sempre meglio che effettuare una semplice riduzione. Inoltre, le promozioni andrebbero localizzate nel tempo. Di norma, più una promozione è specifica e mirata, e minore dev’essere l’arco di tempo in cui viene effettuata.
• un focus particolare merita il discorso benessere. In Valle d’Aosta occorre lavorare per allinearsi con un’offerta che in altre regioni , specialmente Trentino ed Alto Adige, è notevolmente più sviluppata. Naturalmente anche nella nostra regione non mancano le punte di eccellenza, ma è necessario elevare gli standard qualitativi medi e proporre un’offerta maggiormente organizzata e tematizzata. In questo senso, la formazione del club di prodotto “Valle d’Aosta Wellness” che sta avvenendo in questi mesi rappresenta un passo fondamentale.
 
Rubrica a cura di Turismok 

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