Sono oltre 7mila le risorse umane necessarie al mercato del lavoro valdostano per affrontare la stagione estiva 2026. Secondo i dati del Sistema Informativo Excelsior, elaborati dalla Chambre Valdôtaine, le imprese della Valle d’Aosta prevedono 1.390 nuove entrate nel solo mese di maggio, mentre il fabbisogno occupazionale complessivo per il trimestre maggio-luglio raggiunge quota 7.750 unità.

“I dati di maggio raccontano un’economia valdostana che si rimette in movimento e che si prepara ad affrontare una fase decisiva dell’anno”, sottolinea il presidente della Chambre Valdôtaine, Roberto Sapia. “La crescita delle previsioni occupazionali è un segnale positivo, ma va letta dentro la specificità del nostro modello economico: un sistema fortemente legato alla stagionalità, ai servizi e alla capacità di risposta delle micro e piccole imprese”.
“Proprio per questo – prosegue Sapia – strumenti come Excelsior sono fondamentali: non servono soltanto a fotografare i numeri, ma aiutano a comprendere con anticipo dove si concentra la domanda di lavoro, quali settori si stanno muovendo e quali fabbisogni devono essere accompagnati. Per un territorio come la Valle d’Aosta, anticipare questi passaggi significa mettere imprese e istituzioni nelle condizioni di programmare meglio”.

Le assunzioni sono concentrate soprattutto nel settore dei servizi, con 960 entrate, pari al 69% del totale mensile. In particolare nuovi ingressi per i servizi di alloggio, ristorazione e turistici, con 460 assunzioni previste nel solo mese di maggio, circa un terzo dell’intera domanda regionale. Seguono le costruzioni, con 180 entrate, il commercio con 160, i servizi alle persone con 150 e i servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone con 90.

Il 75% delle entrate previste riguarda aziende con meno di 50 dipendenti. Inoltre, la stragrande maggioranza dei contratti (81%) sarà a termine o a durata predefinita, mentre solo il 19% delle assunzioni previste per maggio sarà stabile, con contratti a tempo indeterminato o di apprendistato. Rilevante anche il contributo dei lavoratori immigrati, che rappresentano il 29% delle entrate programmate.
