Tra protocollo e suggestioni, sabato 20 marzo si sono aperti ad Aosta i primi Giochi Mondiali Militari invernali del CISM, il Consiglio internazionale per lo sport militare. La cerimonia inaugurale, nonostante il tempo poco clemente e qualche goccia di pioggia, ha visto una piazza Chanoux gremita accogliere lo spettacolo dei paracadutisti del Centro sportivo esercito che si sono lanciati, da 3000 piedi di altezza, effettuando un atterraggio di precisione che ha regalato emozioni.
La sfilata delle quarantadue Nazioni presenti ai Giochi è partita alle 17 dalla caserma Testa Fochi, per raggiungere il salotto cittadino e raccogliere l'applauso del pubblico e delle autorità presenti. Un boato ha accolto il portabandiera azzurro Giuliano Razzoli, oro ai Giochi Olimpici di Vancouver, che ha fatto strada alla folta pattuglia tricolore con, tra gli altri, una sorridente Federica Brignone, Manfred Moelgg, Max Blardone e Giorgio Rocca, che in Valle non correrà, dopo l'infortunio che ne ha segnato la chiusura anticipata della carriera.Il tripode, una grolla alta tre metri che verrà portata a Courmayeur e rimarrà accesa fino alla cerimonia di chiusura, è stato acceso dall'olimpionico Marco Albarello, direttore del Centro sportivo esercito. «La Valle d'Aosta è onorata di accogliere questa settimana di competizioni -ha detto il presidente Augusto Rollandin – e accoglie ogni atleta con affetto, certa che ognuno porterà con sé, nel mondo, l'immagine e il ricordo delle nostre montagne».
Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio all'organizzazione dei Giochi: «Desidero esprimere la mia soddisfazione per l'organizzazione di un così importante evento sportivo nel nostro Paese – ha scritto il presidente – i Giochi testimoniano il ruolo delle Forze Armate nel promuovere la leale competizione sportiva quale efficace strumento per favorire la fratellanza, la pace, il dialogo e la cooperazione fra i popoli».
Il filo conduttore della giornata è stata però la protesta per la rimozione della bandiera tibetana dalla scuola di sci di Weismatten, a Gressoney-Saint-Jean: un gruppo di cinque cittadini, tra cui aderenti all'associazione radicale Loris Fortuna, ha presenziato lungo l'intera mattinata sotto Palazzo Regionale, per poi spostarsi in piazza Chanoux nel pomeriggio. Qualche tensione con le forze dell'ordine, che spingevano per la rimozione del vessillo, non ha impedito ai manifestanti di sventolare la bandiera della provincia autonoma cinese.
Il Forum "Sport for peace", al quale ha partecipato il Principe Alberto II di Monaco, oltre al presidente della Regione Augusto Rollandin, al vice-presidente del CIO Mario Pescante e alle delegazioni militari presenti in Valle, è arrivato alla sottoscrizione di un documento finale, nel quale si auspica di "creare e sviluppare strette collaborazioni tra i militari e la società civile, che permettano ad entrambi di espandere e accrescere la visibilità e l'importanza delle attività sportive militari nel mondo intero".
«Purtroppo non possiamo permetterci di essere naïf e dire che lo sport ferma la guerra – ha dichiarato durante il Forum il presidente del CISM, generale Gianni Gola – ma se, già nell'antichità, con la tregua olimpica si potevano avere 60 giorni di pace, possiamo averla per sempre migliorando il dialogo tra i popoli».



